MIBA, novembre 2025 – Milano |
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vante è stata la risposta a una lettura ben precisa del mercato. « Anche questa scelta è nata dall’ ascolto », racconta Sarco. « La Puglia, in questo momento, è una delle regioni più attive dal punto di vista del mercato delle costruzioni.» Bari, inoltre, ha un vantaggio non scontato: una struttura fieristica collaudata e una tradizione di risposta positiva agli eventi del comparto edilizia-impianti, laddove altre piazze del Centro- Sud faticano ancora a garantire continuità. Inoltre MIBA Levante si avvantaggia dell’ esperienza di Smart Building Levante, già arrivata alla terza edizione, con una forte vicinanza al territorio: Politecnici, ordini professionali, associazioni, imprese. MIBA Levante nasce come naturale evoluzione di questo percorso, con un obiettivo chiaro: avvicinare l’ ecosistema MIBA a un territorio che sta esprimendo molto. C’ è anche un tema di continuità. Le grandi biennali vivono spesso un“ vuoto” di relazione nell’ anno |
in cui non si tengono. Bari, in questo senso, diventa una tappa di avvicinamento all’ edizione 2027, un modo per mantenere vivo il dialogo con espositori e visitatori, testare format, coinvolgere nuove realtà. Il disegno è quello di una MIBA“ ridotta”, ma non depotenziata: un solo padiglione, una durata più breve( due giorni); un forte presidio sul mondo Made – in particolare serramenti, pergole, edilizia leggera – che in Puglia è molto vivace, anche grazie alla presenza del Festival dell’ Edilizia Leggera; una componente sicurezza e smart building che si aggancia a quanto già fatto con SBE Levante; un coinvolgimento probabilmente più limitato per GEE, per la diversa natura del suo mercato. |
Verso MIBA Milano 2027: ascolto e consolidamento
Guardando all’ orizzonte del 2027, Paola Sarco usa un’ e- spressione semplice ma impegnativa: « Dovremo fare meglio, perché fare meglio si deve sempre
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.» L’ obiettivo, dunque, non è replicare il 2025, ma alzare ancora l’ asticella, in termini di internazionalità, integrazione e qualità della presenza espositiva. Le idee sul tavolo ci sono già, ma è ancora presto per metterle nero su bianco. La fase in cui MIBA sta entrando è quella dell’ ascolto strutturato: visitare le aziende, incontrare i clienti, capire se ci sono filiere mancanti, segmenti che meritano più spazio, nuove esigenze che non erano emerse nella progettazione del 2025. La biennalità della manifestazione rende questo lavoro ancora più importante: « Per una biennale, la fase di ascolto può richiedere più mesi », osserva Sarco. « In parte, comunque, il percorso è stabilito: l’ internazionalizzazione resta uno dei punti di crescita per tutte le manifestazioni.» C’ è anche un tema di coerenza merceologica. MIBA non punta, almeno per ora, ad allargarsi a comparti completamente nuovi. « Non ci sono al momento accordi formali » chiarisce Sarco « ma MIBA è un progetto aperto. Ma |
oggi la priorità è consolidare i settori che già rappresentiamo ed espanderci dove mancano delle filiere, all’ interno dei mercati che copriamo.» Nel caso di MIBA, queste“ domande” sono quelle che il settore del costruito si pone ogni giorno: come conciliare sostenibilità e costi? Come integrare impianto elettrico, sicurezza, climatizzazione, illuminazione, mobilità verticale? Come trasformare un edificio in un sistema capace di dialogare con la rete, con gli utenti, con i servizi digitali? Per il mondo degli installatori elettrici, dei progettisti impiantisti e delle aziende elettrotecniche, MIBA diventa così uno strumento di lettura delle tendenze, dalla transizione energetica alla digitalizzazione dei sistemi; un luogo di relazione con nuovi mercati e nuovi partner, italiani e internazionali; un laboratorio di competenze, dove sicurezza, building automation, fotovoltaico, involucro e riqualificazione parlano sempre di più la stessa lingua. |