Giornale dell'Installatore Elettrico Feb/Mar 2026 | Page 18

Qualità dei visitatori, integrazione tra quattro manifestazioni e il passaggio da Milano a Bari. Paola Sarco ci racconta come Fiera Milano vuole ridisegnare il ruolo delle fiere per installatori, progettisti e aziende del settore elettrico

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MIBA, la fiera che fa sistema

Qualità dei visitatori, integrazione tra quattro manifestazioni e il passaggio da Milano a Bari. Paola Sarco ci racconta come Fiera Milano vuole ridisegnare il ruolo delle fiere per installatori, progettisti e aziende del settore elettrico

Per chi lavora ogni giorno tra quadri elettrici, sistemi di sicurezza, automazioni e impianti intelligenti, le fiere non sono solo vetrine di prodotto. Sono momenti in cui si misura lo stato di salute di un intero ecosistema: quello del costruito. Nel caso di MIBA – il format ideato da Fiera

Milano che riunisce Made expo, Sicurezza, Smart Building Expo e GEE – questo è particolarmente vero sia per il professionista che visita la manifestazione sia per le aziende che espongono. È con questo doppio sguardo – quello di chi progetta e installa impianti e quello di chi investe in stand, personale e comunicazione
– che nasce il confronto con Paola Sarco, responsabile delle manifestazioni del comparto Building & Industrial di Fiera Milano. L’ occasione è la chiusura dell’ edizione 2025, con un obiettivo preciso: fare il punto su ciò che MIBA è diventata oggi e capire come evolverà tra Bari 2026 e Milano 2027, in un contesto
in cui sostenibilità, integrazione impiantistica e internazionalizzazione stanno ridisegnando il lavoro quotidiano di installatori, progettisti e produttori.
MIBA dal punto di vista di chi progetta, installa ed espone
L’ edizione 2025 ha registrato numeri importanti in termini di espositori e visitatori, ma la prima cosa che Sarco mette sul tavolo non è la quantità. È il cambio di paradigma nella qualità delle relazioni che si sviluppano in fiera: « Più che numeriche, le nostre erano aspettative di qualità », spiega. « Il numero conta, perché avere corridoi vuoti non è mai piacevole, ma da anni che c’ è un’ inversione di tendenza: non basta raccogliere bigliettini da visita, per questo abbiamo lavorato su contenuti e qualità. E ci è stato riconosciuto.» Nei giorni di manifestazione il suo team ha letteralmente“ camminato la fiera”: padiglione dopo padiglione, stand dopo stand, a parlare con gli espositori, a chiedere come stesse andando, che tipo di interlocutori stessero incontrando, quali feedback raccoglievano sui contenuti. Il
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