Giornale dell'Installatore Elettrico Aprile 2026 | Seite 54

Un caso di videosorveglianza riapre il tema dell’ utilizzo delle riprese per contestare illeciti ai dipendenti: tra Ispettorato, contratto collettivo e nuova formulazione dello Statuto dei lavoratori, la Cassazione traccia il confine tra tutela del patrimonio e diritti del lavoratore

54 PROFESSIONE I TRIBUNALE

Telecamere sul lavoro e sanzioni disciplinari

DI TOMMASO ROMOLOTTI E LAURA MARRETTA

Un caso di videosorveglianza riapre il tema dell’ utilizzo delle riprese per contestare illeciti ai dipendenti: tra Ispettorato, contratto collettivo e nuova formulazione dello Statuto dei lavoratori, la Cassazione traccia il confine tra tutela del patrimonio e diritti del lavoratore

Nel corso degli ultimi anni si è assistito al formarsi di indirizzi giurisprudenziali – in particolare di legittimità – sempre maggiormente puntuali in materia di installazione ed utilizzo di telecamere( palesi od occulte) nel contesto del luogo di lavoro. Il tema, che procede di pari passo con le soluzioni tecnologiche che nel tempo si rendono disponibili, risulta di particolare interesse anche per l’ installatore, in quanto si pone sulla sottile e talvolta evanescente linea che separa la giusta preoccupazione per la protezione della sicurezza e del patrimonio aziendale, dalla non meno giustificata ed importante necessità di tutelare la dignità ed i diritti del lavoratore soggetto a controllo. La stessa normativa in materia – a cominciare dall’ art. 4 dello Statuto dei Lavoratori( L. 300 / 1970) – si è nel tempo sviluppata al fine di conciliare tali esigenze ed evitare nel contempo una prematura obsolescenza dovuta al progresso continuo delle molteplici possibilità che il mercato propone ed alla cui tentazione spesso appare difficile resistere da parte dell’ imprenditore. È pertanto evidente che per il profes-

sionista che opera nel settore sia sempre maggiormente rilevante mantenere un aggiornamento su come i principi fondamentali del diritto fronteggino simili sfide, riuscendo a coglierne gli elementi fondamentali che siano dirimenti anche rispetto alle pronunce giurisprudenziali che talvolta appaiono prima facie in contrasto tra loro. Nell’ ultimo numero di GIE avevamo affrontato il tema della liceità dell’ utilizzo di una telecamera nascosta al fine di perseguire comportamenti illeciti posti in essere in ambiente lavorativo.
Ma, in termini più ampi, quali sono i criteri giuridici che presiedono l’ utilizzabilità di immagini raccolte mediante un sistema di videosorveglianza nel caso in cui dovessero essere poste alla base di una contestazione disciplinare? Un’ ipotesi diffusa da gestire correttamente, come ci illustra …
Il caso della telecamera autorizzata
La società Alfa aveva installato un sistema di videosorveglianza finalizzato alla protezione del proprio patrimonio aziendale,
comprensivo di una telecamera puntata su di una cassa con operatore. Scopo primario della telecamera – al di là della sicurezza immediata – era quello di evitare contestazioni da parte dei clienti in merito alla consegna del resto o comunque tentativi di appropriazione di denaro da parte di terzi. Detto impianto di controllo a distanza era stato da tempo autorizzato dall’ Ispettorato del Lavoro ai sensi dell’ art. 4 St. Lav. nella versione antecedente alle modifiche successivamente introdotte dal DLgs. 151 / 2015.
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