Giornale dell'Installatore Elettrico Aprile 2026 | Page 23

DATA CENTER 23
colo“ Programmazione territoriale efficiente e interventi di connessione” del Piano di Sviluppo 2025, Terna classifica i data center come“ utenti passivi” connessi direttamente in alta tensione e riporta che le richieste di connessione ammontano complessivamente a circa 30 GW a fine 2024, a fronte di circa 6 GW nel 2023. Un’ analisi più dettagliata, contenuta nella presentazione tecnica“ Incontro Terna – ONG” del 5 dicembre 2024, aggiunge elementi di contesto rilevanti: al 13 novembre 2024 risultavano attive 172 pratiche di connessione per data center, per una potenza complessiva di circa 24 GW, con una potenza media per singolo impianto superiore a 100 MW. Non si parla più di strutture enterprise da qualche megawatt: i nuovi protagonisti del mercato italiano sono hub hyperscale destinati a servire operatori cloud globali, piattaforme di intelligenza artificiale e infrastrutture critiche nazionali.
Concentrazione geografica e criticità di rete
La distribuzione territoriale delle richieste di connessione presenta una marcata concentrazione geografica: secondo i dati Terna, circa il 67 % delle pratiche attive si localizza in Lombardia, con quote significative anche in Piemonte e Lazio. Milano e la sua area metropolitana rappresentano l’ epicentro di questa domanda, per ragioni legate alla vicinanza ai principali nodi di interconnessione internazionale, alla presenza di ecosistemi digitali consolidati e alla disponibilità di infrastrutture logistiche e di telecomunicazione avanzate. Questa concentrazione pone però sfide rilevanti dal punto di
vista della capacità di rete. La RTN in Lombardia è già sollecitata da carichi industriali elevati, da una crescente penetrazione di fonti rinnovabili— in particolare il fotovoltaico— e dai flussi di interconnessione con la Svizzera. L’ aggiunta di decine di GW di nuovi carichi concentrati in poche province richiede interventi infrastrutturali di grande portata: potenziamento delle dorsali in alta e altissima tensione, realizzazione di nuove cabine primarie e, in prospettiva, collegamenti in corrente continua ad alta tensione( HVDC) per gestire i flussi di potenza su lunghe distanze con maggiore efficienza. Terna ha risposto a questa sfida introducendo un nuovo modello di“ Programmazione territoriale efficiente”, che prevede la suddivisione delle zone di mercato in“ microzone”— porzioni sub-regionali della RTN— per le quali viene definita una“ remaining capacity”, ovvero la capacità FER e di carico addizionale
che la rete può integrare localmente alla luce degli sviluppi infrastrutturali pianificati. Il risultato pratico: i proponenti vengono indirizzati verso le aree con rete disponibile, i tempi autorizzativi si accorciano, i costi di connessione si riducono e l’ impatto territoriale delle opere rimane sotto controllo.
Tipologie di impianti e architetture elettriche
Sul piano impiantistico, i data center che richiedono connessione alla RTN presentano caratteristiche tecniche comuni:

• Tensione di connessione: per potenze superiori a qualche decina di MW, la connessione avviene in alta tensione( AT), tipicamente a 132 kV o 150 kV, con trasformatori AT / MT dedicati e sistemi di protezione, misura e controllo allineati agli standard Terna.

• Ridondanza e continuità: i data center di classe Tier III e Tier IV richiedono doppia alimentazione da cabine diverse

o da punti di consegna fisicamente separati, con schemi N + 1 o 2N per trasformatori, quadri e linee di distribuzione interna. La ridondanza si estende ai sistemi di alimentazione ininterrotta( UPS) e ai gruppi elettrogeni, che devono garantire autonomie operative nell’ ordine delle ore in caso di disservizio della rete pubblica.

• Gruppi elettrogeni e storage: i gruppi elettrogeni installati nei data center hyperscale hanno potenze unitarie da diversi MVA e devono essere dimensionati per funzionare in parallelo, con serbatoi di gasolio per autonomie di 24 – 48 ore secondo le best practice internazionali. I sistemi BESS( Battery Energy Storage Systems) si stanno affermando come alternativa o complemento agli UPS tradizionali: oltre alla funzione di continuità, possono erogare servizi ancillari alla rete— regolazione di frequenza, riserva rapida— quando non impegnati a supportare il carico IT.

• Sistemi di misura e monitoraggio: la Direttiva europea 2023 / 1791( EED3) impone a tutti i data center con potenza installata pari o superiore a 500 kW l’ obbligo di rendicontare annualmente consumi energetici, temperature di esercizio, uso del calore di scarto, consumo di acqua e quota di energia da fonti rinnovabili. Ogni nuovo impianto deve quindi essere dotato di sistemi di misura granulari, capaci di separare i consumi per carico IT, raffreddamento, ausiliari e illuminazione, con interfacce standard( API, export CSV) per l’ invio dei dati alle piattaforme nazionali ed europee.

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