servava incorrotto. Il vescovo di Leiria, mons. José Alves Correia da Silva, inviò a suor Lucia una fotografia scattata in tale occasione ed ella, ringraziando, fece riferimento alle virtù della cugina. Allora il prelato ordinò a suor Lucia di scrivere tutto quanto sapeva della vita di Giacinta, e ne derivò il primo manoscritto, che fu pronto attorno al Natale del 1935 Nell ' aprile del 1937, padre Ayres da Fonseca fece notare al vescovo di Leiria che la prima relazione di suor Lucia lasciava supporre l ' esistenza di altri dati interessanti, relativi alla apparizione e che restavano sconosciuti. Suor Lucia si mise allora a scrivere, tra il 7 e il 21 novembre di quell ' anno- in seguito a un nuovo ordine di mons. José Alves Correia da Silva- la storia della sua vita. In questo secondo scritto parla anche, benché in modo molto succinto delle apparizioni della Madonna, e riferisce, per la prima volta pubblicamente, le apparizioni dell ' Angelo. Diverse ragioni l ' avevano spinta a tacere, fino ad allora, in proposito: un consiglio dell ' arciprete di Olival, don Faustino José Jacinto Ferreira-a cui aveva narrato le apparizioni-, confortato, più tardi, da una raccomandazione dello stesso tenore del vescovo di Leiria- d ' altro lato, le critiche e le beffe nate a proposito del racconto delle prime apparizioni dell ' Angelo nella primavera e nell ' estate del 1915, e i rimproveri severi di sua madre, l ' avevano sempre indotta a una grande cautela e discrezione. ______________________
( 6) Nella edizione delle Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, p. Antonio Maria Martins S. J. inserisce, tra le altre, alcune lettere della veggente al suo confessore p. José Bernardo Gonçalves S. J. e fa notare che fu quest ' ultimo a « provocare più tardi la più valida corrispondenza della Veggente. La maggior parte di queste lettere tratta di problemi di coscienza, per cui non possono ora essere pubblicate »( op. cit., p. 399). Nella prefazione dello stesso libro, p. Martins dice che gli scritti della veggente, oltre alle Memórias, « comprendono migliaia di lettere, la maggior parte delle quali redatte dopo il suo ingresso nel Carmelo di santa Teresa, a Coimbra, il 25 marzo 1948 »( op. cit., p. XX). A proposito della sua corrispondenza con p. Gonçalves, suor Lucia allude, in un determinato passo, alla censura cui era sottoposta e che le impediva o le rendeva difficile trattare problemi di coscienza con lui. Sono parole sue in una lettera a questo stesso padre, del 21 gennaio 1940: « Da tempo desideravo anche scriverLe, ma diversi motivi me lo hanno impedito. Il principale è stato la censura. Scrivere e non dire ciò che bisognava, mi pareva rubarle tempo; scriverlo con la censura, impossibile. La necessità, talora, non è stata poca, ma pazienza. Tutto è passato, e il nostro buon Dio tiene buono tutto, come ha mandato la ferita, così l ' ha curata. Sa bene di essere l ' unico medico sulla terra. In verità, lo confesso, dubitavo anche che Lei non sarebbe stato disposto a sprecare tempo con me. Perciò gradisco molto la sua lettera, e la carità che ha usato con me nell ' aprirmi la strada. Il Signore la ricompensi »( op. cit., p. 418)
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