Si tratta di una Città che, nelle sue individuazioni storiche- entità morali fluide, dal centro certo ma dalla periferia incerta, definite da determinate comunità umane viventi in determinate epoche storiche e caratterizzate determinate culture- vive fra la realizzazione del " nolumus hunc regnare super nos ", " non vogliamo che costui venga a regnare su di noi "( Lc. 19, 14) e di quella della formula alternativa " volumus hunc regnare super nos ", " vogliamo che costui venga a regnare su di noi ", ben rappresentate dall ' accoglienza trionfale del Messia in Gerusalemme e dalla sua incoronazione di spine; ed è Città esposta alla fine, alla " morte ". La scena della terza parte si svolge pure nell ' imminenza di castighi operati dall ' Angelo in un dialogo con la Madonna: lui pronto a punire, lei che chiede non sospensione di giudizio, implicito ex ipsa natura rei in ogni pensiero e in ogni fatto dal momento della loro concezione e realizzazione, ma di esecuzione della pena, quasi a rappresentare la convivenza e il dialogo in Dio fra la giustizia e la misericordia, convivenza e dialogo misteriosi per la riflessione degli uomini. E la richiesta perenne di sospensione dell ' esecuzione della pena conta sulla compensazione, sulla riparazione sociale operata dai martiri, il conferimento del cui sangue può soddisfare per le colpe dei morti, dei " morti alla grazia " solo che si " avvicinino ", abbiano un moto di resipiscenza, di ritorno a Dio, individuale ma anche sociale( 11). Il quadro di fondo non pare congiunturale, anche se tollera una lettura congiunturale: la condizione della Chiesa e del mondo nel secolo XX, mentre riesce più agevole leggere in modo congiunturale la morte annunciata del " Vescovo vestito di Bianco ", la parte non realizzata dell ' immagine perché, evidentemente, deve aver trovato compensazione sufficiente per la divina giustizia nei martiri del secolo XX. Ma, accanto all ' estremo compenso in sangue, l ' Angelo pronto a colpire, cioè pronto a eseguire la sentenza imposta dal comportamento offensivo nei confronti di Dio e della sua legge, suggerisce una forma ordinaria di martirio, che richiama reiteratamente e con voce forte: " Penitenza, Penitenza, Penitenza!". Accanto al martirio è quindi indicata nella mortificazione; e nella mortificazione completa- e almeno in questo senso " perfetta "-, sottintesa nella triplice reiterazione del termine " penitenza ". Ancora: la penitenza ____________________
( 11) Cfr. la proposta interpretativa in A. A. Borelli Machado, Fatima: Messaggio di Tragedia o di Speranza? Con la terza parte del segreto, cit., pp. 52-53, nota 17; cfr. pure Pio XII( 1939-1958), Discorso a un gruppo di pellegrini del Grand Retour, del 22- 11-1946, in Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, vol. VIII, pp. 319-324.
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