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compagnare da tre agenti della nostra sicurezza e le metto a disposizione
un’automobile dell’Area51-Grazie maggiore- rispose il generale.
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Ci volle circa quindici giorni al generale dei marines, per rintracciare ed interrogare quattordici dei quindici ex militari della sicurezza, che avevano lavorato
nell’Area53, nella notte della morte del meccanico Tom Altman.
Nessuno si ricordava niente, un po’ perché erano passati vent’anni, un
po’ perché forse tutti avevano firmato delle dichiarazioni di riservatezza con il
governo, per cui nessuno poteva o voleva ricordarsi niente, rischiando di perdere la ricca pensione ed i benefici sanitari, che derivavano dall’aver sottoscritto il patto di riservatezza.
Tutti però avevano conservato l’arma di ordinanza, la Colt 1911 che di
solito ancora tenevano in casa. Nessuno dei 14 ex militari si oppose a che il
generale s’accertasse di persona dell’efficienza dell’automatica, che ancora
conservavano come ricordo prezioso di servizio. Talché il generale ringraziò
sempre per la gentile collaborazione e poi se ne andò.
Diversamente andarono le cose per l’ultimo ex_addetto alla sicurezza che fu
rintracciato. Intanto era strano che il pover’uomo nonostante la ricca pensione,
se la passasse male: aveva la residenza in una baracca vicino ad una pompa di
benzina abbandonata sulla route 66. L’uomo fu trovato morto, ucciso da armi
di grosso calibro, il cadavere era di vari giorni. Nessuno si era accorto di niente, il posto era isolato, l’ex addetto era un solitario. Il generale Al Zakosky
chiamò lo sceriffo e poi lo aiutò a perquisire la baracca alla ricerca della Colt
1911 che l’ex militare avrebbe potuto conservare. Non fu trovato niente,
l’inchiesta del generale sembrava aver imboccato una strada senza uscita,
quindi tornò nell’Area51 con i tre avieri.