Explore France 2020 | Page 9
Muro vegetale del Museo del quai Branly
© Patrick Blanc
cisco per un muro realizzato unicamente con piante della
zona. Per Parigi o Milano è diverso, non esistono così tante
piante endemiche, e scelgo specie diverse, è una continua
sperimentazione e ogni muro è unico.
I muri vegetali possono essere anche una soluzione ai
problemi delle emissioni di CO2, di rialzo delle tempe-
rature, dell’inquinamento?
I muri vegetali sono importanti per diversi aspetti. Innanzi-
tutto, per l’effetto psicologico di uno spazio verde nel cuore
di una città, di un hotel, di un centro commerciale. È una
realtà diversa dal giardino, dove si sceglie di andare. Con
il muro vegetale, invece, si scopre un frammento di natura
dal mondo, con una varietà di specie incredibile. È la na-
tura che arriva inattesa e diretta in una strada, in una casa.
L’effetto psicologico è molto importante, oggi che si vive
soprattutto in città. Come è importante la protezione della
biodiversità: uccelli, farfalle e altri animali trovano rifugio qui,
nel cuore dei centri urbani. E naturalmente le piante dei muri
vegetali svolgono il loro ruolo di filtri naturali, purificano l’aria,
assorbono le polveri e i microrganismi, grazie all’umidità e
a un effetto elettrostatico che arriva persino a catturare e
assorbire il fumo delle sigarette. E ancora, i muri vegetali,
per esempio in un centro commerciale, contribuiscono a
ridurre i consumi di energia con la loro capacità di modulare
la temperatura, più fresca in estate, più calda in inverno, e
svolgono una funzione importante di isolamento acustico.
Davvero un equilibrio perfetto!
Per adattarsi ai cambiamenti climatici le città devono
quindi trasformarsi in città verdi?
Assolutamente sì. A Parigi, per esempio, la scorsa estate è
stata molto calda, nella mia strada la temperatura è salita
fino a 43°, ma all’interno 15 gradi in meno e raggiunti in
modo naturale: l’evaporazione delle piante assorbe calore.
Giardino Vinet, Bordeaux
© Patrick Blanc
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