l’editoriale del presidente
cessaria una forte aggregazione tra le fe-
derate più omogenee, sono convinto che
in quel fazzoletto di terra che è il nostro
Trentino non esistano differenze di tradi-
zioni, di storia e di cultura tali da rendere
incompatibili le fusioni, diciamolo since-
ramente: le difficoltà stanno in un cam-
panilismo retrogrado, prodotto di una ci-
viltà superata e peggio ancora in egoismi
personali che niente hanno a che vedere
con lo spirito cooperativo”.
Questo era lo scritto di Mario a seguito
di una riunione a cui aveva partecipato a
Trento, dove aveva percepito chiaramen-
te la resistenza degli Organismi centrali i
quali ventilavano il pericolo “che una for-
te riduzione del numero delle Casse pos-
sa togliere funzione, valenza e necessità
degli stessi Organismi”.
Ho voluto riportare le sue parole in quan-
to pochi giorni dopo la mia nomina a
presidente, Mario si presentò nel mio ufficio per conse-
gnarmi una lettera da lui scritta all’inizio degli anni No-
vanta e inviata a Trento, da cui ho tratto il testo riportato.
Mario era preoccupato per la situazione che si stava deli-
neando, e si era raccomandato di insistere su quella che ri-
teneva la strada giusta, peraltro da sempre condivisa anche
dal sottoscritto.
Il resto è storia, il vento è cambiato velocemente, la crisi
ha cominciato a mordere, la redditività è scesa, è iniziata
l’epoca dei crediti in sofferenza, delle perdite, dei tassi at-
tivi e passivi contenuti, delle nuove regole, dei costi non
comprimibili, di patrimoni non adeguati, sono emerse le
inadeguatezze organizzative e le ispezioni degli Organi di
controllo con esiti negativi, sono iniziate le prime aggrega-
zioni, per lo più in rincorsa.
Il mondo cooperativo del credito trentino è così giunto
all’appuntamento con la crisi in parte impreparato. Anzi,
ci sono ancora convinzioni e resistenze che ritardano il
processo di razionalizzazione, con motivazioni che sincera-
mente non sono condivisibili e rendono attuali le preoccu-
pazioni di Mario.
In questi anni la nostra Cassa ha agito, per fortuna, secon-
do la linea sollecitata dal nostro ex Presidente, in perfetta
apertura a nuove aggregazioni con territori omogenei, nella
convinzione che questo sia il percorso ideale per garanti-
re un sostegno più adeguato, competitivo ed efficace alle
nostre comunità. Certo, la maggiore ampiezza territoriale
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di competenza potrebbe far temere una minore attenzione
e legame con le persone, ma sono l’organizzazione, l’impe-
gno, la preparazione e la professionalità dei nostri collabo-
ratori, che certamente non mancano e non mancheranno,
che devono garantire il rapporto diretto e dare risposte
all’altezza delle aspettative.
È scontato che anche ciascun membro del Consiglio di Am-
ministrazione è e sarà impegnato a dare un contributo con-
creto nel mantenere un legame tra Cassa e Comunità e non
solo: ci si aspetta anche una sempre maggiore preparazione
e formazione, nella consapevolezza di gestire responsabil-
mente una realtà complessa ed importante per lo sviluppo
economico e sociale del territorio.
Il cambiamento in atto dell’assetto cooperativo del credito
nazionale e locale, attraverso la creazione di Gruppi, resi
obbligatori da un provvedimento governativo, ai quali ogni
Cassa dovrà aderire, sarà storia da scrivere, tutta da sco-
prire.
Certo è che più la nostra Cassa arriverà solida e ben or-
ganizzata all’appuntamento con l’avvio del nuovo Gruppo,
più avrà possibilità di agire e gestire le proprie risorse in
autodeterminazione ed in autonomia. Colgo infine l’occa-
sione a nome del Consiglio di Amministrazione e mio per-
sonale, per ringraziare Voi Soci per la fiducia accordataci e
saluto in modo particolare, con un benvenuto, i Soci della
Valle dei Laghi, che leggono per la prima volte il nostro
“Dialogo”, augurandoci un grande futuro di soddisfazioni
e buoni risultati.