dialogo aprile 2017 Dialogo_Aprile2017 | Page 4

l’editoriale del presidente cessaria una forte aggregazione tra le fe- derate più omogenee, sono convinto che in quel fazzoletto di terra che è il nostro Trentino non esistano differenze di tradi- zioni, di storia e di cultura tali da rendere incompatibili le fusioni, diciamolo since- ramente: le difficoltà stanno in un cam- panilismo retrogrado, prodotto di una ci- viltà superata e peggio ancora in egoismi personali che niente hanno a che vedere con lo spirito cooperativo”. Questo era lo scritto di Mario a seguito di una riunione a cui aveva partecipato a Trento, dove aveva percepito chiaramen- te la resistenza degli Organismi centrali i quali ventilavano il pericolo “che una for- te riduzione del numero delle Casse pos- sa togliere funzione, valenza e necessità degli stessi Organismi”. Ho voluto riportare le sue parole in quan- to pochi giorni dopo la mia nomina a presidente, Mario si presentò nel mio ufficio per conse- gnarmi una lettera da lui scritta all’inizio degli anni No- vanta e inviata a Trento, da cui ho tratto il testo riportato. Mario era preoccupato per la situazione che si stava deli- neando, e si era raccomandato di insistere su quella che ri- teneva la strada giusta, peraltro da sempre condivisa anche dal sottoscritto. Il resto è storia, il vento è cambiato velocemente, la crisi ha cominciato a mordere, la redditività è scesa, è iniziata l’epoca dei crediti in sofferenza, delle perdite, dei tassi at- tivi e passivi contenuti, delle nuove regole, dei costi non comprimibili, di patrimoni non adeguati, sono emerse le inadeguatezze organizzative e le ispezioni degli Organi di controllo con esiti negativi, sono iniziate le prime aggrega- zioni, per lo più in rincorsa. Il mondo cooperativo del credito trentino è così giunto all’appuntamento con la crisi in parte impreparato. Anzi, ci sono ancora convinzioni e resistenze che ritardano il processo di razionalizzazione, con motivazioni che sincera- mente non sono condivisibili e rendono attuali le preoccu- pazioni di Mario. In questi anni la nostra Cassa ha agito, per fortuna, secon- do la linea sollecitata dal nostro ex Presidente, in perfetta apertura a nuove aggregazioni con territori omogenei, nella convinzione che questo sia il percorso ideale per garanti- re un sostegno più adeguato, competitivo ed efficace alle nostre comunità. Certo, la maggiore ampiezza territoriale 4 di competenza potrebbe far temere una minore attenzione e legame con le persone, ma sono l’organizzazione, l’impe- gno, la preparazione e la professionalità dei nostri collabo- ratori, che certamente non mancano e non mancheranno, che devono garantire il rapporto diretto e dare risposte all’altezza delle aspettative. È scontato che anche ciascun membro del Consiglio di Am- ministrazione è e sarà impegnato a dare un contributo con- creto nel mantenere un legame tra Cassa e Comunità e non solo: ci si aspetta anche una sempre maggiore preparazione e formazione, nella consapevolezza di gestire responsabil- mente una realtà complessa ed importante per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Il cambiamento in atto dell’assetto cooperativo del credito nazionale e locale, attraverso la creazione di Gruppi, resi obbligatori da un provvedimento governativo, ai quali ogni Cassa dovrà aderire, sarà storia da scrivere, tutta da sco- prire. Certo è che più la nostra Cassa arriverà solida e ben or- ganizzata all’appuntamento con l’avvio del nuovo Gruppo, più avrà possibilità di agire e gestire le proprie risorse in autodeterminazione ed in autonomia. Colgo infine l’occa- sione a nome del Consiglio di Amministrazione e mio per- sonale, per ringraziare Voi Soci per la fiducia accordataci e saluto in modo particolare, con un benvenuto, i Soci della Valle dei Laghi, che leggono per la prima volte il nostro “Dialogo”, augurandoci un grande futuro di soddisfazioni e buoni risultati.