dialogo aprile 2017 Dialogo_Aprile2017 | Página 18

storia dove cadde un aereo oggi sorge un parco la tragedia del bimotore “Maybe” avvenuta nel febbraio del 1945, verrà celebrata con una nuova area pubblica nel Comune di Ronzo-Chienis di Chiara Turrini e ra il 6 febbraio del 1945 e gli eserciti degli Alleati sparavano gli ultimi aspri colpi agli avversari tede- schi e anche il territorio del Basso Trentino si tro- vava ad essere un campo di battaglia. Accadde allora che un aereo Usa carico di esplosivo da sganciare sulla stazione te- desca a Rovereto si schiantò sui pranti di Ronzo, in un atto di estremo sacrificio e coraggio dei piloti, che evitarono i centri abitati dai civili e permisero agli altri membri dell’equipaggio di salvarsi lanciandosi con il paracadute. Oggi il gesto degli aviatori del bombardiere “Maybe” viene ricordato dai cittadi- ni del Comune di Ronzo Chienis: l’amministrazione ha deciso di ripristinare l’area in cui cadde il velivolo, intitolandolo alla memoria del suo equipaggio, in collaborazione con la Pro- vincia Autonoma di Trento e l’associazione culturale Benàch, che ha contribuito alle ricerche storiche sull’episodio. Il bombardiere, partito in stormo da una base in Corsica, era un B-25J Mitchell, bimotore conosciuto anche come Mitchell in onore del generale americano che per primo lo adottò per scopi bellici. L’equipaggio però, come da prassi, gli aveva trovato un altro nome: più familiarmente e con una macabra ironia lo avevano chiamato “Maybe”, ossia Forse, perché sulla buona riuscita delle missioni non c’è mai cer- tezza. A bordo c’erano sette elementi, al comando il tenente Earl Remmel, co-pilota Leslie Speer, si volava con il mandato di distruggere il ponte ferroviario di Rovereto. Non era una missione semplice, perché quell’area era fa- migerata per la potenza della contraerea tedesca. E infatti quel giorno la temibile FlugabwehrKanone di Rovereto riuscì a colpire tre dei 16 bombardieri che componevano la flot- ta aerea statunitense. Il “Maybe” fu centrato in uno dei due motori e virò a sinitra. Non c’era scampo: di prassi in questi casi il velivolo scaricava le bombe per alleggerirsi e tenere la 18 quota. Ma il B-25J “Maybe” sorvolava un centro abitato, e li- berarsi del peso avrebbe comportato fare una strage. Il pilota Remmel tenne il bimotore il più possibile in quota, permet- tendo così ai compagni di volo di lanciarsi con il paracadute e salvarsi dallo schianto. Lui e il compagno Speer invece rima- sero a bordo e perirono nell’impatto del “Maybe” in fiamme contro la montagna. I piloti che decisero di non svuotare le bombe su Ronzo oggi sono ricordati come eroi, commemorati ogni anno a San- ta Barbara, a Ronzo, nell’anniversario della caduta. Anche quest’anno alla piccola cerimonia presenti la sindaca di Ron- zo-Chienis, Piera Benedetti, il comandante dei Vigili del Fuo- co di Ronzo-Chienis Leonardo Mazzucchi, il rappresentante del Gruppo Alpini della Val di Gresta Giancarlo Martinelli e l’ex-aviere Giuseppino Ciaghi. Presenti all’evento anche due testimoni dell’epoca: Tullio Ciaghi e Italo Cattoi. Le associa- zioni custodi della memoria, Benàch e Archeologi dell’Aria, sono state rappresentate da Ben Appleby, Antonella Previdi,