Dona Amati, Teorema del corpo
scelta, e non solo per una sessualità consapevole. Il corpo delle donne
appartiene alle donne e la formulazione di ‘questo’ teorema è a sostegno
di una coscienza identitaria, perché da un sistema di assiomi (tante sono
le voci poetiche di questa raccolta) si palesi l’esperienza immateriale per-
cettiva del riconoscersi organismo senziente, fondamentale per la ri-
composizione dell’immagine interiore. Senza la cognizione del corpo
fisico-psichico, alle donne, condizionate da controlli antro-sociologici
che vanno dall’inoculazione del senso di peccato per la scoperta della
propria immagine allo specchio, il guardarsi allo specchio, al burka, fino
alle devastanti mutilazioni genitali, è di fatto proibita la mappatura dei
percorsi di indipendenza e di autodeterminazione.
Così, al di là di un superficiale nominalismo, abbiamo chiesto a que-
ste autrici di scrivere l’eros, definendo scientemente attraverso il processo
intimistico-simbolico della scrittura poetica la relazione corpo-identità,
soffermandosi sull’attenzione somatica, favorendo la comunicazione ar-
monica con il corpo stesso, da fattore biologico ad attore del processo
emozionale. Le poete declinano il sovrasenso della identità di donna ‘de-
cisora’ e capace, soggetto dell’eros, ponendo in second’ordine, all’interno
del discorso erotico, l’aspetto sentimentale. Si tratta dello stesso spirito di
Diotima, la veggente di Mantinea, che rivela a Socrate il vero senso del-
l’eros: “l’eros è il desiderio di procreare nel bello secondo il corpo e se-
condo l’anima”. Così in questo volume, la significanza del lavoro corale,
peraltro diversificato da cifre poetiche ed esiti, è tutto nel senso profondo,
nel contenuto delle ‘cose’ ascoltate dal corpo e poi riferite, di cui ogni
verso, ogni ricorso alla simbologia, e al tempo stesso razionalità poetica,
è segno di un ‘corpo unico’ che seppur mosaicizzato, raffigura epifanie
condivise. Portatrici della medesima inclinazione ad essere persona ero-
tica, queste autrici consegnano la dignità del loro logos esistenziale in
piena concordanza alle parole di Anaïs Nin: “L’erotismo è una delle basi
di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia” e alla chiosa
di Roland Barthes: “La carne non è oscena, ci vuole solo molta poesia
per raccontarla”.