TEOREMA DEL CORPO
DONA AMATI
C
Dona Amati
(Roma, 1960) è
poeta, performer,
editora e organiz-
zatrice culturale.
È cofondatrice
dell’associazione
per la diffusione
della poesia “Le
Mele-grane” e di
“Fusibilia Associa-
zione Culturale” di
cui è attuale pre-
sidente, nonché
responsabile delle
attività editoriali.
Ha ideato il movi-
mento nazionale
per la diffusione
della scrittura
delle donne “Saffo
e le altre”.
Nel 2014 ha ideato
e diretto Eros e
kairos - 1° festival
internazionale
della poesia
al femminile.
on l’ultima antologia poetica Teorema del corpo -
Donne scrivono l’eros, FusibiliaLibri inaugura la nuova
collana “fibre – collettanee di poesia”. Il volume, con la
prefazione del poeta Beppe Costa, è il risultato di un concorso letterario
che raccoglie le visioni e le voci di cinquantasette autrici selezionate tra
le oltre centoventi proposte pervenute in redazione.
Con una sinergia creata ad arte tra parole e immagini visive, Sabrina
Manfredi, fotografa, prepara il lettore alla suggestione dell’osmosi crea-
tiva di questo libro, con la prima sezione a lei dedicata: una auto-antolo-
gia di visioni strettamente legate alla esplicitazione del corpo come
paesaggio intimistico. Le successive due sezioni, Desideranti e Amanti,
sono state pensate affinché ciascuna autrice focalizzasse al meglio l’in-
terpretazione dell’eros femminile, questa dimensione umana da sempre
oppressa e sottaciuta, anche annientata violentemente dal predominio,
spesso truce, della cultura maschilista. L’affrancamento delle donne da
questo passa soprattutto attraverso il rafforzamento della propria imma-
gine interiore come attrici e soggetti della pulsione erotica, volendo in-
tendere questa come accondiscendenza alla vita e accettazione del
proprio essere.
Riconsiderare l’archetipo femminino, immanente in tutti gli aspetti
naturali, preservare il valore della propria sessualità, questo è ciò che
abbiamo chiesto alle donne di scrivere, perché il corpo è entità fisico-
biologica. Come tale vive un’esistenza rapportata alle sollecitazioni del
mondo con la mediazione della propria sensibilità; nelle sue fibre fissa
suggestioni, ricordi, reazioni più o meno espresse (o represse). Dunque
il corpo è portatore di diversi stadi di coscienza le cui argomentazioni,
maturate sulla accettazione o ridiscussione dei paradigmi di genere pres-
soché incentrati sull’idea ossessiva di controllare la sessualità della fem-
mina, aprono a un ampio excursus di interpretazioni. Educata a temere
il corpo dalla maggioranza degli schemi culturali, alienata dal proprio
erotismo, la donna è indotta a condizionare le proprie capacità di libera