DENTROCASA NOVEMBRE 2025(clone) | Seite 19

L’ INTERVISTA

ALBERTO CALIRI DNA MISSONI: VISIONE E IDENTITÀ

UNA DIREZIONE CREATIVA CHE ABBRACCIA UNIFORMEMENTE OGNI DIMENSIONE DEL MARCHIO. RISCOPRIRE E VALORIZZARNE GLI ASPETTI PIÙ NASCOSTI METTENDO IN GIOCO LE PROPRIE NATURALI ATTITUDINI
La stessa lingua ma con un accento nuovo. Per Alberto Caliri preservare l’ autenticità di Missoni è un processo naturale, spontaneo, proprio come le sue creazioni, ma al contempo il terreno di sfida per dare ancora più sfogo alla propria cifra stilistica. In poche parole: tradurre in tessuti, forme e colori l’ anima della maison senza mai rinunciare alla propria firma estetica. Fra Fashion & Design.
Da ottobre 2024, succedendo a Filippo Grazioli, Alberto Caliri è tornato ad essere il direttore creativo di Missoni( dopo l’ esperienza ad interim del 2021), aggiungendo così un nuovo prestigioso step ad una liaison che prosegue a vario titolo ormai dal 1998. Reduce dalla felicissima esperienza alla guida di Missoni Home, Caliri incarna oggi perfettamente la linea del brand, fondendo tradizione e contemporaneità in un linguaggio coerente e riconoscibile.
Come ha vissuto i tanti step di questa storia“ totalizzante”?“ Dopo essere stato orgogliosamente il braccio destro di Angela Missoni, una volta assunta ad interim la direzione creativa della Donna in vista della futura guida della sezione Home, mi sono approcciato in un modo estremamente professionale: ferma restando l’ anima storica del marchio, ho puntato su un alleggerimento dello stile e sull’ idea di creare una“ base” di lavoro per chi sarebbe arrivato dopo di me. In poche parole ho cercato di percorrere la direzione migliore per l’ azienda in quel preciso momento storico. Successivamente è arrivata la direzione creativa di Missoni Home, sezione alla quale per mia attitudine sono più legato, data la mia passione per il mondo dell’ arte e dell’ architettura. La moda, infatti, la faccio ma non la compro...” sorride.“ Nella Home sono approdato proprio quando è partito il boom del real estate e quindi ho lavorato tanto sulla personalizzazione di strutture e aree comuni a stretto contatto con i costruttori. Devo dire che Missoni è stato fra i precursori in tale direzione. La mia scelta vincente è stata approcciare ogni progetto singolarmente, ascoltando i miei interlocutori e interfacciandomi costantemente con loro nell’ individuazione delle soluzioni maggiormente ad hoc”.
Arriviamo all’ ottobre 2024. Divenendo direttore creativo, Fashion e Home, Alberto Caliri ha oggi un ruolo di primissimo piano. Cosa è cambiato veramente?“ Per me è stata la vera svolta. Malgrado i tanti anni di esperienza alle spalle con il brand Missoni, il mio rapporto con l’ archivio non era mai stato così approfondito: l’ avevo sì consultato con interesse, ma non mi ero mai interessato con l’ assiduità di oggi. Il bello è stato capire che, nonostante conoscessi già tante cose, tante altre in realtà ancora me ne mancavano: calarmi nel passato è stato quindi fondamentale per gettare solide basi per la visione futura del brand. Ho appurato che diversi elementi molto vicini proprio al mio modo di vedere erano stati dimenticati dal sistema. Infatti, curiosamente, ho scoperto che il momento più forte di Missoni dal punto di vista creativo è stato negli anni’ 70 quando il motivo a zig zag non era così preponderante, i colori erano molto più impastati e lo stile risultava un po’ meno pop e, per così dire, più sofisticato, più affine al mio modo di sentire. Da qui la mia idea: rafforzare l’ identità di Missoni, già molto forte sugli abiti cocktaill o da sera, puntando nella mia prima sfilata invernale più sul giorno, la maglieria e il capospalla, senza introdurre volutamente alcuno degli stilemi più riconoscibili. Il successo è stato elevato tanto a livello di stampa, tanto a livello di pubblico e per me è stata una grandissima soddisfazione”.
In quali aspetti si sente in continuità con la storia di Missoni e in quali invece lascia emergere maggiormente se stesso?“ Faccio parte di quella categoria di creativi che amano leggere a fondo il marchio, mettersi in ascolto delle vibrazioni che emana, capire quali elementi potrebbero funzionare in un dato momento e trovare la chiave di lettura: il giusto compromesso che calzi col mio modo di vedere e rimanga nel rispetto dell’ intero organismo produttivo, maestranze comprese. Non è un lavoro autoreferenziale o da artista vero e proprio”. La sintonia con Missoni è sempre stata molto naturale...“ Sì, sono sempre stato attratto da tutto ciò che è estremamente materico e cromatico, vedi arte, architettura, cultura in genere. E Missoni è un marchio che ti dà la possibilità di spaziare davvero in tutti questi ambiti”.