DENTROCASA MAGGIO 2020 | Page 27

Dall'alto in senso orario: Maurits Cornelis Escher Cascata, 1961, Litografia, 32x30 cm Collezione privata, Italia. Giorno e Notte, 1938 Xilografia, 39,1x67,7 cm Collezione privata, Italia Mano con sfera riflettente, 1935, Litografia, 31,1x21,3 cm. Collezione privata USA. Vincolo d’unione, 1956 Litografia, 25,3x33,9 cm Collezione privata, Italia Nella pagina accanto: Relatività, 1953 Litografia, 27,7x29,2 cm Collezione privata, Italia. All M.C. Escher works © 2019 The M.C. Escher Company The Netherlands. All rights reserved del genio olandese rimane patrimonio senza tempo. Le straordinarie doti contemplative, unite ad un raro rigore analitico, si sposano in Escher con uno stupore genuino e mai sazio che sfocia in una innovativa ricerca estetica. Dopo aver appreso la tecnica nella sua Olanda, l’artista completa e affina la formazione col soggiorno in Italia, Paese che, con la sua storia, la sua natura e i suoi paesaggi, gli darà anche parecchie fonti di ispirazione. È invece l’Alhambra, il monumento di Granada, a regalargli gli input maggiori nello studio del metodo della tassellazione che, partendo dalla divisione regolare di una superficie, punta a ricoprirla con figure geometriche replicate più o meno liberamente. Le indagini sullo spazio portano Escher all’ambizioso effetto ottico di passare dalle due alle tre dimensioni senza sforare il limite fisico del supporto su cui opera. La forza dell’indefinito diventa l’essenza del suo fare creativo col risultato di riuscire a catturare l’attenzione con la forza dell’immediatezza. Prerogativa della mostra triestina è la possibilità per il pubblico di misurarsi in suggestive esperienze ludiche direttamente al cospetto dell’opera di Escher. Si possono inoltre ammirare anche produzioni “minori”, che spaziano dai biglietti di auguri, alle illustrazioni, fino ad altre piccole commissioni private, non meno curate delle grandi opere. A significativa conclusione della mostra, la sezione intitolata “Eschermania” a illustrare i variegati approdi della sua arte, utilizzata come ornamento per scatole da regalo, fantasia per abiti, francobolli e perfino per qualche prestigiosa incursione nel mondo della musica, del cinema e della pubblicità. Senza contare naturalmente la lunga schiera di adepti che è andata a influenzare. Il consenso di Escher, dunque, non si limita ad alcun segmento di conoscenza. Se la critica non gli era stata in un primo tempo molto favorevole, fu la matematica a sottolinearne a gran voce il valore, restituendolo ad una sfera, quella dell’arte, che oggi non gli lesina dichiarazioni d’amore da ogni parte del mondo. Fino al 7 giugno 2020 mostraescher.it Giorni di apertura e modalità di visita della mostra seguono le disposizioni governative in tema di contenimento del COVID-19.