DENTROCASA MAGGIO 2020 | Page 26

la mostra di stefania vitale ESCHER, MONDI IMMAGINIFICI Al Salone degli Incanti di Trieste il genio dell’artista olandese raccontato attraverso 200 opere che lo hanno reso famoso. S cenari impossibili di realtà capovolte, a metà strada fra l’approdo all’onirico e la sfida alle leggi della fisica. Mondi che si intersecano in anfratti improbabili, ingannando la mente e dando luogo a fantastiche illusioni visive. L’universo di Maurits Cornelis Escher (1898-1972) ammalia Il Salone degli Incanti di Trieste, che fino al prossimo 7 giugno ospita una ricca antologica sulla sua carriera artistica. “Escher”, questo il tema della rassegna che ha visto la collaborazione fra il Comune di Trieste e Arthemisia con Generali Valore Cultura e M. C. Escher Foundation, ospita oltre 200 opere tra le quali alcune fra le più celebri dell’artista, come: Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata. È inoltre visibile al pubblico la sezione con I giorni della Creazione, nucleo di xilografie realizzate tra il dicembre 1925 e il marzo 1926. Nell’opera di Escher “convivono” scienza e arte, in un mix enigmatico di prospettive deformanti e incastri paradossali. Sono linguaggi apparentemente incompatibili che vanno a fondersi in spazialità prive di logica manifesta. Autentico quanto incredibile precursore di correnti successive, come il Surrealismo e l’Optical Art, Escher ha anticipato risultati ed effetti che solo le nascenti tecnologie digitali avrebbero raggiunto. Ecco la principale ragione per la quale l’universo creativo