la mostra
di stefania vitale
ESCHER, MONDI
IMMAGINIFICI
Al Salone degli Incanti
di Trieste il genio dell’artista
olandese raccontato attraverso
200 opere che lo hanno
reso famoso.
S
cenari impossibili di realtà capovolte,
a metà strada fra l’approdo all’onirico
e la sfida alle leggi della fisica.
Mondi che si intersecano in anfratti
improbabili, ingannando la mente e dando
luogo a fantastiche illusioni visive.
L’universo di Maurits Cornelis Escher
(1898-1972) ammalia Il Salone degli
Incanti di Trieste, che fino al prossimo
7 giugno ospita una ricca antologica sulla
sua carriera artistica. “Escher”, questo
il tema della rassegna che ha visto la
collaborazione fra il Comune di Trieste
e Arthemisia con Generali Valore Cultura
e M. C. Escher Foundation, ospita oltre
200 opere tra le quali alcune fra le più
celebri dell’artista, come: Mano con sfera
riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956),
Metamorfosi II (1939), Giorno e notte
(1938) e la serie degli Emblemata.
È inoltre visibile al pubblico la sezione
con I giorni della Creazione, nucleo di
xilografie realizzate tra il dicembre 1925
e il marzo 1926.
Nell’opera di Escher “convivono” scienza
e arte, in un mix enigmatico di prospettive
deformanti e incastri paradossali. Sono
linguaggi apparentemente incompatibili
che vanno a fondersi in spazialità prive
di logica manifesta. Autentico quanto
incredibile precursore di correnti
successive, come il Surrealismo e l’Optical
Art, Escher ha anticipato risultati ed effetti
che solo le nascenti tecnologie digitali
avrebbero raggiunto. Ecco la principale
ragione per la quale l’universo creativo