DENTROCASA GIUGNO 2018 | Page 46

oltre la ricetta lo chef ljubica komlenic, gianpaolo natali e ph giovanni panarotto Giuseppe Maffioli, la leggerezza e la qualità A colloquio con lo chef del Carlo Magno: uno sguardo al passato e uno al futuro. E sperienza e fama sono ai massimi li- velli, ma la voglia di continuare a stu- pire rimane intatta. Per questo incontrare Giuseppe Maf- fioli, chef del celebre Carlo Magno di Collebeato (Bs) ma anche docente, autore e conduttore RAI, è sempre un’esperienza speciale. Lo confermano Ljubica Komlenic e Gianpaolo Natali che hanno confezionato questa intervista per i lettori di DENTROCASA. Ljubica Komlenic inizia “da lontano”. Perché di- ventare cuoco è un’arte che si apprende dalle origini, dall’infanzia precisamente. “Provengo da una famiglia di origini umili – dichiara Giusep- pe Maffioli –. Mio papà era operario mentre mia mamma, da brava abruzzese, è sempre stata bravissima in cucina, con piatti poveri ma di gusto. Anche un semplice uovo strapazzato con cipolla e pomodorini, se preparato da lei, diven- tava qualcosa di spettacolare. Da lei ho imparato l’amore per il cibo e per l’ordine, il resto l’ha fatto la mia voglia di viaggiare che, dopo la scuola alberghiera, mi ha portato da subito a contatto con grandi nomi della cucina internazionale”. A far scattare la scintilla è stato, curiosamente, un tuo omonimo… “Sì, è vero. Da piccolo ascoltavo la trasmissione culinaria radiofonica del grande critico enogastronomico Bebbe Maffioli. I primi insegnamenti li ho ricevuto così, recependo an- che l’importanza dell’ordine e della pulizia in cu- cina. Poi, come detto, ho viaggiato tantissimo. Sono stato al Cafè de Paris di Londra e in molti locali stellati in giro per il mondo, alimentando così la mia curiosità per le diverse tecniche e confrontandomi con il passaggio dalla cucina tradizionale alla nouvelle cuisine. Cito i nomi di Michel Guérard, Alain Chapel, ma anche degli italiani Vittorio di Bergamo, Chicco Cerea, Enzo Boschi. Il maestro che mi ha dato più di tutti è stato però senza dubbio Iginio Massari: grazie a lui sono entrato al Carlo Magno e ai corsi di Cast Alimenti. Oltre ad essere un grande professioni- sta è anche una bellissima persona”. Che differenza hai riscontrato tra l’Italia e l’este- ro? “All’estero la cucina è senza dubbio più me- todica e più rigida nella preparazione, ma an- che negli abbinamenti e nella presentazione dei piatti. In Italia siamo sempre stati più “morbidi”. Ma le cose stanno cambiando...”. Quanto è importante la collaborazione con i