L’ INTERVISTA
ERNESTO IACCARINO
CONCERTO DI SAPORI E TRAME DI ACCOGLIENZA
LO CHEF DEL DON ALFONSO 1890 SI RACCONTA NEL SEGNO DI UNA STORIA FAMIGLIARE CHE HA TOCCATO L’ ECCELLENZA IN TERMINI DI OSPITALITÀ E RISTORAZIONE.
Una storia di memoria e identità. Un luogo dove il ritmo rallenta scandendo ogni attimo e la bellezza ti apre la porta. Un luogo dove il singolo dettaglio custodisce la memoria di un tempo autentico.
Siamo a Sant’ Agata sui Due Golfi, al Don Alfonso 1890, sull’ incantevole costiera Sorrentina, dove la famiglia Iaccarino ha creato uno scrigno di esclusività vestendo uno spazio che al valore della tradizione unisce le peculiarità di un progetto contemporaneo. Qui la natura è protagonista e complice. Protagonista di uno scenario all’ insegna dell’ armonia. Complice di un percorso votato alla cura dell’ ospitalità, fra classicità e avanguardia. Un progetto d’ eccellenza che ingloba anche l’ azienda agricola Le Peracciole di Punta Campanella, una fornitissima cantina con oltre 1300 etichette e perfino una scuola di cucina riservata agli ospiti della struttura. Oggi il Don Alfonso, primo ristorante del Sud Italia ad aggiudicarsi 3 Stelle Michelin, è una realtà internazionale che tocca ben 5 continenti, con aperture in Cina, a Toronto, Nuova Zelanda e Portogallo.
Ernesto Iaccarino, chef, e il fratello Mario, maître, rappresentano gli ultimi interpreti di una vicenda di famiglia iniziata dal nonno Alfonso Costanzo e proseguita dai genitori Alfonso e Livia. Oggi le tappe della loro magnifica storia sembrano evocare un’ unica parola: autenticità. Tanto in termini di preparazione dei piatti, tanto in termini di amore per la materia prima e di rispetto per il territorio. È d’ accordo?“ Sì e aggiungerei: unicità. Siamo profondamente legati alle vicende del Regno delle Due Sicilie e del Mezzogiorno in genere e da oltre 50 anni cerchiamo di interpretare l’ anima e i sapori di questa terra, comprese le sue tante contraddizioni. Un vero e proprio percorso culturale, il nostro, che investe sia l’ architettura, sia la cucina. Mi riferisco ad esempio agli ingredienti che non venivano usati nei grandi ristoranti italiani, vedi il pomodoro, che noi invece abbiamo scoperto o, per meglio dire, riscoperto per poi inserirli nel menù di una cucina di alto livello. L’ unicità del Don Alfonso sta poi nel design, quello di una casa storica