Cronache Cittadine Febbraio 2020 CronacheFebbraio2020 | Page 5

ANCORA UNA VOLTA A COLLEFERRO UNO DEGLI ULTIMI SOPRAVVISSUTI DELLA SHOAH I tristi ricordi di Sami Modiano riemergono con viva commozione davanti ad una platea di ragazzi È stata una giornata straordinaria per gli studenti dell’I.C. Margherita Hack e del Liceo G. Marconi di Colleferro che, Giovedi 6 Febbra- io hanno potuto incontrare Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti della Shoah. L’evento, organizzato dall’Istituto Com- prensivo con il patrocinio del Comune di Colleferro, è la sintesi di un progetto di orien- tamento condotto con gli studenti del Liceo G. Marconi che ha previsto la lettu- ra congiunta del libro di Sami Modiano dal titolo “Per questo ho vissuto – La mia vita a Auschwitz-Birkenau e altri esili” edito da Rizzoli. L’incontro è iniziato in mattinata nel plesso Leonardo da Vinci, dove Sami Modiano, accolto dalla dirigente scolastica Prof.sa Maria Giuffrè ha visitato, insieme agli studenti e le docenti, l’interessante mostra documentaria “Konzentrationslager Auschwitz”, realizzata dal Museo di Auschwitz-Birkenau in Polonia, suddivisa in sezioni tematiche cronologiche, dove si ripercorre la storia e l’evoluzione del sistema della vita e dell’organizzazione dei campi di concentramento nonché della persecuzione degli ebrei dal 1933 fino al gior- no dell’abbattimento dei cancelli, avvenu- to il 27 Gennaio 1945. In seguito le classi interessate si sono ritrovate presso il Tea- tro Comunale Vittorio Veneto dove l’illu- stre ospite, alla presenza del sindaco Pier- luigi Sanna, della dirigente scolastica Prof.ssa Maria Giuffrè e del dirigente scolastico del Liceo G. Marconi Prof. Antonio Sapo- ne, ha tenuto il suo intervento. Con lui sul palco c'era la Prof.ssa Gisa Messina che, dopo un breve intervento, ha lasciato spazio alla musica con l’esecuzione di brani di benvenuto a cura degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado ad indi- rizzo musicale. Sami Modiano con la sua voce calma, ma decisa ha quindi iniziato a raccontare la sua tragica esperienza, nel silenzio assolu- to del teatro. Samuel Modiano, conosciuto come Sami, è nato nel 1930 nell’isola di Rodi, all’epoca possedimento italiano dal 1912. La sua infanzia scorreva serena e felice, fino a quel tragico 1938, anno della promul- gazione delle leggi razziali, che esclude- vano gli ebrei dalle scuole, dal lavoro, dalla vita pubblica, dalle arti e dai mestieri, per poi portare alla successiva persecuzione di tutti gli ebrei. Nel luglio del 1944, gli ebrei pre- senti a Rodi erano circa 2.000, furono tutti arrestati dal comando tedesco, che aveva assunto il controllo dell’isola, fatti salire in navi bestiame prima e successivamente su treni militari e fatti arrivare direttamene alle fabbriche della morte di Auschwitz-Bier- kenau in Polonia, un viaggio terribile della durata di un mese, sfiancati dal caldo, in pes- sime condizioni igienico-sanitarie e poca acqua a disposizione per dissetarsi. È rotta dall’emozione la voce di Sami, mentre rac- conta le atrocità di quel viaggio lunghissi- mo, dove persone ignare del loro destino, venivano private di dignità ed intimità. Prosegue il racconto con l’arrivo, l’orrore della selezione, il distacco dall’amata sorel- la Lucia, la vita tremenda del campo con il padre Giacobbe, i lavori forzati e quel numero impresso sulla pelle “B7456 che segnò la perdita di ogni speranza. Modiano si è poi soffermato sull’incon- tro con la sorella, divisi da un filo spinato, morirà dopo un mese dall’arrivo al campo e l’addio di suo padre che decide di lasciar- si morire vinto dalla stanchezza e dalla sofferenza, non prima di lasciargli un mes- saggio: ”Tieni duro Sami. Tu ce la devi fare!”. Questa incitazione e la promessa fatta a non lasciarsi andare, sono state la spinta che lo ha aiutato a superare le infinite privazio- ni, affettive e fisiche, la marcia della morte imposta dalle autorità militari tedesche per cancellare le tracce dell’orrore commesso a guerra ormai persa. Una marcia estenuan- te per il freddo intenso che portò Sami, ormai sfinito, a lasciarsi andare, a mimetiz- zarsi tra mucchio di cadaveri, poi ricor- dando le parole di suo padre, riuscì ad alzarsi e trovare riparo in una casa dirocca- ta dove fu soccorso da soldati russi e por- tato in salvo. Il ritorno alla vita, la rinasci- ta ma anche il senso di smarrimento dell’es- sere sopravvissuto a tanta crudeltà ed una domanda che martella in testa: «perché sono sopravvissuto» e nel guardare i ragaz- zi dichiara: «per anni ha taciuto nella certez- za che nessuno avrebbe creduto alle atro- cità subite, poi ha prevalso il dovere di trasmettere ai giovani la testimonianza di quello che è stata la Shoah, per onorare e ricordare coloro che furono annientati dal- l’odio razziale degli aguzzini nazisti». Questa è infatti la missione che da più di un decennio porta avanti, incontri nelle scuole e viaggi della memoria con gli studen- ti a Auschwitz: ogni viaggio è come una feri- ta che si riapre ed inizia a sanguinare, per- ché si rinnovano scene vissute, «che non si possono dimenticare», ma continuerà a farlo per trasmettere alle giovani generazio- ni il valore e la necessità della memoria perché quanto accaduto non si ripeta. I ragazzi hanno ascoltato in un silenzio quasi religioso le parole di Sami Modiano, emozionati e commossi, poi tutti in fila, per donare gli elaborati fatti in classe, per strin- gergli la mano e farsi autografare il libro letto, a ricordo di una giornata che resterà inde- lebile nella mente e nel cuore. Sul palco a conclusione dell’intensa manifestazione si sono susseguiti alcuni brevi interventi. La Prof.ssa Giuffrè, particolarmente commossa, ha sottolineato come questo incontro rappresenti un arricchimento nel percorso umano e didattico dei ragazzi che hanno avuto la possibilità di ascoltare direttamente da chi ha vissuto atrocità inimmaginabili solo perché “diverso”. Anche il Prof. Antonio Sapone, che con Sami Modiano ha effettuato un indimenti- cabile viaggio della memoria, ha espresso la sua emozione nell’incontrarlo ed ascoltar- lo nuovamente. Un abbraccio affettuoso tra il nostro Sindaco e Sami Modiano, ha chiuso questo che è il terzo emozionante incontro nella nostra città. Eledina Lorenzon CRONACHE CITTADINE | Febbraio 2020 | pag. 5