its • hvac sono previste sanzioni per chi non ristruttura, né per chi venda o affitti immobili non a norma: sarà il mercato a decidere il valore di un edificio in base alla sua prestazione energetica. I consumi del patrimonio residenziale esistente dovranno essere ridotti del 16 % entro il 2030 e del 22 % rispetto al 2020 entro il 2035. Dal 2030 non sarà più possibile costruire edifici al di sotto degli standard indicati. Gli edifici storici o di particolare valore architettonico saranno invece esentati. Ogni 5 anni gli Stati membri invieranno all’ UE un documento sulle rispettive condizioni energetiche per sollecitare « l’ ondata di ristrutturazioni » che si prevede porterà a ciascun Stato « un positivo impatto macroeconomico sul Pil ». Il mercato immobiliare in Italia vale il 20 % del Pil: la Direttiva è un’ opportunità di crescita.
IN ITALIA DAL 2026 La Direttiva EPBD, che sarà recepita in Italia nel 2026, ha come principio guida la pianificazione e propone la creazione di un Attestato di prestazione energetica che certifichi la classe energetica dell’ e- dificio così come il Passaporto di ristrutturazione, sorta di check-up della casa che ne illustra i dati prestazionali e i costi stimati per gli interventi da realizzare. La disposizione UE evidenzia come un intervento di riqualificazione energetica sia un investimento. Non riqualificare un edificio risulterà più oneroso di quanto sia riqualificarlo. Restano molti nodi da affrontare, dalla riduzione degli incentivi alla cancellazione dello sconto in fattura che causa disparità tra cittadini capienti e non. Oltre il 60 % del parco edilizio italiano è precedente alla Legge 373 / 1973, prima norma sul risparmio energetico. Solo una piccola percentuale è stata ri-
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