Come reagisce il corpo umano al caldo estremo
ENERGETICA • CLIMATIZZAZIONE
Come reagisce il corpo umano al caldo estremo
L’ organismo umano mantiene normalmente una temperatura interna compresa tra 36,5 e 37,5 ° C. Quando la temperatura esterna aumenta, il corpo attiva una serie di meccanismi di termoregolazione per evitare il surriscaldamento. Tuttavia, oltre determinate soglie, questi sistemi diventano sempre meno efficaci, soprattutto in presenza di elevata umidità, scarsa ventilazione, sforzo fisico o condizioni di salute compromesse. Tra 30 e 35 ° C Il corpo entra in modalità di raffrescamento attivo. I vasi sanguigni della pelle si dilatano per favorire la dispersione del calore e aumenta la produzione di sudore. L’ evaporazione del sudore rappresenta il principale meccanismo di raffreddamento dell’ organismo. In queste condizioni aumentano la sete, il fabbisogno di liquidi e la sensazione di affaticamento durante le attività fisiche. Tra 35 e 40 ° C La capacità di dissipare il calore diminuisce sensibilmente, soprattutto se l’ umidità relativa è elevata. Il cuore deve lavorare di più per pompare sangue verso la pelle e garantire il raffreddamento corporeo. Possono comparire disidratazione, crampi muscolari, debolezza, mal di testa, riduzione della concentrazione e calo delle prestazioni lavorative. Le persone anziane, i bambini e chi soffre di patologie cardiovascolari risultano particolarmente vulnerabili. Oltre 40 ° C L’ organismo si trova in una situazione critica. Il sudore può non essere più sufficiente a mantenere costante la temperatura corporea. Si possono manifestare sintomi da esaurimento da calore: fortissima stanchezza, nausea, vertigini, tachicardia e abbassamento della pressione arteriosa. In queste condizioni è indispensabile ridurre al minimo l’ attività fisica e trovare ambienti freschi. Quando la temperatura corporea supera i 40 ° C Si può verificare il cosiddetto colpo di calore, una vera emergenza medica. La temperatura interna sale rapidamente, il sistema nervoso centrale può essere compromesso e compaiono confusione mentale, perdita di coscienza, convulsioni e insufficienza multiorgano. Senza un rapido raffreddamento e l’ intervento sanitario, il colpo di calore può avere conseguenze molto gravi o persino letali. Tra i 45 e i 50 ° C si raggiunge il limite biologico. Per questo motivo le strategie di adattamento al caldo, dall’ idratazione alla climatizzazione degli ambienti, non rappresentano soltanto una questione di comfort, ma un vero e proprio strumento di tutela della salute pubblica in un clima caratterizzato da ondate di calore sempre più frequenti e intense. l’ acqua dell’ umidità durante la notte e il calore durante il giorno, riducendo le temperature di circa 6 ° C. Tutti questi interventi possono risultare insufficienti quando le scelte architettoniche determinano carichi interni eccessivi, talvolta superiori a 150-250 W / m ² nei punti vendita caratterizzati da elevata densità di illuminazione e apparecchiature. Parlo a ragione di esperienze personali vissute.
PIÙ SOLUZIONI Per configurare la necessità di politiche“ visionarie” e“ linee guida” che incoraggiano, anche con l’ obbligo, l’ uso di metodi di raffrescamento passivo, è necessario innanzitutto convincersi che i condizionatori sono una soluzione che va affiancata da altre. I fautori dell’ uso massivo dell’ aria condizionata, di contro, affermano che il suo uso è legato all’ adatta- mento climatico, alla salute pubblica, all’ equità sociale... alla benedetta produttività. Del resto, i dati non mentono: la canicola mette a dura prova il nostro organismo e può rivelarsi letale per gli individui più fragili. L’ artefice del miracolo economico di Singapore, ha definito il condizionatore“ una delle invenzioni più importanti della storia”. Quando gli chiesero il segreto del successo delle sue politiche, che avevano trasformato un’ isola di pescatori in uno dei più importanti centri finanziari al mondo, rispose: primo, la tolleranza multietnica; secondo, l’ aria condizionata. Sono comunque convinto che queste polemiche tendano a perdere di vista la diversa natura dei problemi posti dal cambiamento climatico, alcuni dei quali possono trovare nell’ aria condizionata una risposta efficace, pur se soltanto parziale.
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