LE GIORNATE DA OLTRE 40 ° C NON SONO PIÙ ECCEZIONI. IN GIAPPONE È NATO PERSINO UN NUOVO TERMINE, KOKUSCHOBI, PER DEFINIRE IL CALDO INSOPPORTABILE. MA AFFIDARSI SOLTANTO AI CONDIZIONATORI PUÒ CREARE NUOVI PROBLEMI ENERGETICI E AMBIENTALI sempre meno a misura d’ uomo. Questa transizione, tuttavia, non è indolore. In un articolo sulla rivista Nature, un gruppo di scienziati definisce l’ installazione di condizionatori in tutte le case come soluzione“ ingestibile” contro l’ aumento progressivo di temperature. Il principale problema è proprio l’ uso massivo dell’ energia elettrica. L’ aumento esponenziale del consumo di energia elettrica per il raffrescamento degli edifici rappresenta quasi il 10 % del consumo globale di elettricità. In Italia nei giorni più caldi estivi il fabbisogno elettrico nazionale può avvicinarsi ai 60 GW di potenza richiesta. Secondo i dati Eurostat, ogni anno la percentuale di elettricità utilizzata dai consumatori aumenta rispetto all’ anno precedente, quasi in ogni mese. Uno dei picchi si è verificato a giugno 2025, in cui è stata utilizzata il 3,3 % di energia elettrica in più rispetto al 2024. Una cifra che ha raggiunto il + 4,7 % a gennaio 2026 rispetto al 2025, mantenendo un + 2,1 % ad aprile 2026 rispetto al 2025. In buona sostanza, la domanda elettrica europea continua a mostrare una tendenza crescente, sostenuta dall’ elettrificazione dei consumi e dall’ aumento delle esigenze di raffrescamento. Lo scorso maggio, un mese insolitamente caldo per la stagione primaverile, l’ Italia ha registrato un + 3,2 % nell’ uso dell’ energia elettrica; collocandosi al settimo posto tra i consumi aumentati di più in Europa, con l’ Irlanda in testa con un + 5,2 %( paese tendenzialmente freddo), seguita da Portogallo, Bulgaria, Cipro e Lettonia. Secondo numerosi scenari energetici internazionali, la domanda mondiale di energia per il raffrescamento potrebbe più che triplicare entro metà secolo.
its • hvac diverse hanno sviluppato sistemi sociali, tecnologie e abitudini radicalmente diversi, influenzati da altri fattori ambientali specifici. Le proprietà degli indumenti sono state fondamentali per il successo evolutivo dell’ Homo Sapiens, che ha usato l’ abbigliamento sia come protezione dal freddo, sia come isolamento dal calore. Ma anche l’ umidità nell’ ambiente ha condizionato le scelte umane: caldo secco e caldo umido hanno portato ad adattamenti diversi per favorire la termoregolazione corporea. Ma sembra che allo stato attuale queste strategie di sopravvivenza non siano più sufficienti e applicabili, come la siesta pomeridiana … e allora ben venga“ l’ aria condizionata”. Estati sempre più torride e condizionatori sempre più usati, ma può capitare che l’ uso massiccio e contemporaneo di queste macchine metta in crisi la rete elettrica nazionale. Tra gli altri effetti collaterali occorre ricordare l’ aumento del calore negli ambienti esterni; assorbimento elettrico del compressore più l’ effetto frigorifero tutto rigettato nell’ ambiente esterno( isole di calore). Ma quali soluzioni alternative abbiamo? Come ogni estate, con l’ arrivo sempre più anticipato delle ondate di calore, salgono i timori di peggioramento delle condizioni climatiche fino a raggiungere stagioni calde in cui uscire di casa sarà considerato impossibile. In questo 2026, Europa e Asia sono i continenti che hanno affrontato temperature record e l’ unica soluzione applicabile al momento sembrano essere proprio i condizionatori dell’ aria. Strumenti, questi ultimi, la cui diffusione era piuttosto ridotta in Europa e nei paesi a basso reddito fino a 15 anni fa; diffusione triplicata con l’ avvento di climi
LE GIORNATE DA OLTRE 40 ° C NON SONO PIÙ ECCEZIONI. IN GIAPPONE È NATO PERSINO UN NUOVO TERMINE, KOKUSCHOBI, PER DEFINIRE IL CALDO INSOPPORTABILE. MA AFFIDARSI SOLTANTO AI CONDIZIONATORI PUÒ CREARE NUOVI PROBLEMI ENERGETICI E AMBIENTALI sempre meno a misura d’ uomo. Questa transizione, tuttavia, non è indolore. In un articolo sulla rivista Nature, un gruppo di scienziati definisce l’ installazione di condizionatori in tutte le case come soluzione“ ingestibile” contro l’ aumento progressivo di temperature. Il principale problema è proprio l’ uso massivo dell’ energia elettrica. L’ aumento esponenziale del consumo di energia elettrica per il raffrescamento degli edifici rappresenta quasi il 10 % del consumo globale di elettricità. In Italia nei giorni più caldi estivi il fabbisogno elettrico nazionale può avvicinarsi ai 60 GW di potenza richiesta. Secondo i dati Eurostat, ogni anno la percentuale di elettricità utilizzata dai consumatori aumenta rispetto all’ anno precedente, quasi in ogni mese. Uno dei picchi si è verificato a giugno 2025, in cui è stata utilizzata il 3,3 % di energia elettrica in più rispetto al 2024. Una cifra che ha raggiunto il + 4,7 % a gennaio 2026 rispetto al 2025, mantenendo un + 2,1 % ad aprile 2026 rispetto al 2025. In buona sostanza, la domanda elettrica europea continua a mostrare una tendenza crescente, sostenuta dall’ elettrificazione dei consumi e dall’ aumento delle esigenze di raffrescamento. Lo scorso maggio, un mese insolitamente caldo per la stagione primaverile, l’ Italia ha registrato un + 3,2 % nell’ uso dell’ energia elettrica; collocandosi al settimo posto tra i consumi aumentati di più in Europa, con l’ Irlanda in testa con un + 5,2 %( paese tendenzialmente freddo), seguita da Portogallo, Bulgaria, Cipro e Lettonia. Secondo numerosi scenari energetici internazionali, la domanda mondiale di energia per il raffrescamento potrebbe più che triplicare entro metà secolo.
L’ ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA È evidente che questi picchi di uso elettrico con i condizionatori mettono sotto pressione la rete e provocano blackout, anche di lunga durata, che paradossalmente possono mettere in pericolo la salute dei più esposti al caldo. Resta aperta la questione dell’ adeguamento delle infrastrutture elettriche necessarie a sostenere questi nuovi picchi di domanda. Teniamo anche conto dell’ aumento di Data Center a servizio dell’ intelligenza artificiale, strutture super energivore. Inoltre, l’ aria condizionata aumenta le temperature nelle strade delle città: i condensatori esterni dei sistemi di raffreddamento estraggono il calore dagli ambienti confinati scaricandolo all’ esterno, generando un circolo vizioso di innalzamento pro-
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