LA STRATEGIA ENUNCIATA NELL’ AI CONTINENTAL ACTION PLAN SVILUPPA LE INFRASTRUTTURE COMPUTAZIONALI ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI AI FACTORY – CON 13 CENTRI DI CUI UNO IN ITALIA – E GIGAFACTORY CON INVESTIMENTI DI OLTRE 30 MLD DI EURO
Data center, potenziali fonti di emissioni di carbonio
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AI CONTINENT ACTION PLAN Nel Report viene analizzato l’ AI Continent Action Plan, progetto che definisce iniziative da realizzare da qui al 2030 affinché l’ AI Act diventi realtà. Il Piano si basa su cinque direttive: potenziamento delle infrastrutture computazionali o AI Factory, accesso a dati di qualità, sviluppo degli algoritmi, rafforzamento delle skills e semplificazione normativa.
LE AI FACTORY L’ AI Continent Action Plan punta in particolare sulle AI Factory, hub che combinano supercomputer per lo sviluppo di intelligenza artificiale e gestione di grandi quantità di dati. È inoltre prevista la creazione di AI Gigafactory, mega centri progettati per sviluppare modelli di AI su grande scala. L’ espansione delle AI Factory e delle Gigafactory richiederà quantità crescenti di elettricità e la conseguente massiccia integrazione di fonti rinnovabili. Il Piano prevede l’ utilizzo dell’ AI in tre aree: aziende, PMI e Pubblica Amministrazione tramite i Digital Innovation Hub, sportelli che interconnettono i tre settori con le competenze necessarie per implementare l’ AI.
LA STRATEGIA ENUNCIATA NELL’ AI CONTINENTAL ACTION PLAN SVILUPPA LE INFRASTRUTTURE COMPUTAZIONALI ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI AI FACTORY – CON 13 CENTRI DI CUI UNO IN ITALIA – E GIGAFACTORY CON INVESTIMENTI DI OLTRE 30 MLD DI EURO
Un ulteriore pilastro dell’ AI Continental Plan è la creazione di AI Skill Academy, piattaforma europea che contiene tool informativi – basi tecnologiche e applicazioni avanzate- per studenti, professionisti, PMI e settore pubblico.
Data center, potenziali fonti di emissioni di carbonio
“ Solo un forte impegno sulla sostenibilità energetica e sull’ adozione di tecnologie green potrà evitare che il settore dei data center diventi una fonte rilevante di emissioni di carbonio- spiega Federico Frattini, vicedirettore di Energy & Strategy e responsabile dello studio-. Anche negli scenari più ottimistici al 2035, infatti, un consumo elettrico elevato da parte dei data center comporterebbe un impatto ambientale significativo se non accompagnato da politiche di decarbonizzazione efficaci. Il Testo Unificato per i Data Center rappresenta proprio un primo tentativo di governare lo sviluppo del settore, coniugando semplificazione autorizzativa e requisiti di sostenibilità”.
Federico Frattini E & S Politecnico Milano
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