INTERVISTA • ANDREA FORNARI
La progettazione osserva il mercato
Le tendenze nell’ impiantistica non sono“ mode”, ma risposte a driver esterni: oltre alla richiesta diffusa di efficienza, oggi l’ offerta e le soluzioni installate riflettono l’ impatto della normativa, in primis il Regolamento F Gas, che sta modificando criteri e scelte di progettazione. Andrea Fornari, titolare dello studio di ingegneria Fornari e consulente in gestione dell’ energia, offre una panoramica ampia ma convergente: il settore si muove verso un’ integrazione sempre più spinta tra impianti e sistema edificio, dove la conformità normativa, la selezione dei refrigeranti e l’ efficienza complessiva guidano le decisioni progettuali.
Redazione Clima Impianti
“
Gli impianti per il settore residenziale – sottolinea Andrea Fornari- si stanno convertendo in gran parte a sistemi idronici. Per quanto riguarda il condizionamento nell’ espansione diretta, c’ è ancora una tendenza prevalente ad utilizzare al momento l’ R 32, ma ci sono anche nuovi gas: in MCE sono apparse macchine attrezzate con refrigeranti di GWP inferiore a 150. La sostanza comunque è che per adeguarsi alla norma ci si sta rivolgendo in maniera preponderante all’ idronico, anche in ragione dell’ adozione sempre più allargata di pompe di calore e chiller a R290”.
Questo si estende anche nell’ edilizia per altre destinazioni d’ uso?“ Terziario e industriale sicuramente optano anch’ essi per l’ R290, anche in questo caso per eliminare il gas e passare direttamente all’ elettrico, ma mentre questo è esteso e ormai consolidato nel settore degli edifici industriali, gli immobili destinati ai servizi sono meno rapidi ad adottare questa conversione, perché scontano un atteggiamento ancora“ affezionato” a soluzioni molto diffuse in passato come il sistema VRF. La transizione è ancora un po’ più lenta, ancora oggi si installano impianti a R410 e l’ R32 fa fatica a prendere piede per i costi”.
Andrea Fornari
E per ragioni legate alla sicurezza?“ Questa è una variabile la cui rilevanza è attenuata dal fatto che i Vigili del Fuoco hanno un po’ sdoganato questa categoria di refrigeranti, ma rimane un certo scetticismo da parte dei tecnici, che fa sì che il terziario sia l’ ambito che forse oggi è un po’ più lento in questa transizione, mentre il residenziale oramai è partito e per quello che vedo anche nell’ industriale, questa ricerca di soluzioni alternative al gas metano porta verso l’ utilizzo di pompe di calore e verso l’ uso di sistemi secondari”.
Quali sono le conseguenze impiantistiche e progettuali di questa tendenza verso l’ idronico?“ Diventa fondamentale definire l’ impianto di emissione in maniera tale da far lavorare la macchina non a 7 ° C ma anche a 9 ° C, non sovradimensionandolo, ma organizzandolo in modo da ottenere anche una funzione di deumidificazione e raffrescamento, o ritornare all’ impianto a pavimento con deumidificazione; quindi, raffrescamento a pavimento che negli anni si era perso a causa del crescere dell’ espansione diretta. Una linea di lavoro che andrebbe a semplificare di molto l’ impianto, perché abbiamo una sola macchina che alla fine svolge tutte le funzioni”.
Un’ impostazione più“ facile”?“ Per quanto sia più lineare rimane la questione dell’ inversione di ciclo estivo: si può creare un aumento di inversioni di ciclo che a tendere potrebbero danneggiare la macchina, ma
36 CLIMA IMPIANTI www. infoimpianti. it