Gli incidenti stradali sono una pandemia silenziosa che continua. Da anni si combatte il fenomeno. Nel rapporto di The Urban Mobility Council di Unipol si evince che dati, tecnologia e responsabilità possono frenare il fenomeno
Renato Dainotto – Foto Photo-R
Ogni anno sulle strade italiane perdono la vita oltre 3.000 persone. Un numero che continua a rappresentare una vera emergenza nazionale e che supera di gran lunga quello delle vittime registrate nei luoghi di lavoro. A questo si aggiunge un costo sociale stimato in circa 20 miliardi di euro all’ anno, considerando spese sanitarie, danni materiali, costi assicurativi, perdita di produttività e conseguenze economiche legate agli incidenti. È da questi numeri che prende le mosse la quinta edizione del Forum The Urban Mobility Council( TUMC), il think tank promosso da Unipol che quest’ anno ha acceso i riflettori sul tema della sicurezza stradale e sul ruolo che dati, tecnologia e innovazione possono svolgere nella riduzione degli incidenti.
Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs Unipol Assicurazioni e Coordinatore TUMC
IL RAPPORTO I dati presentati nel secondo Rapporto The Urban Mobility Council, realizzato in collaborazione con Isfort, mostrano una situazione che resta preoccupante. Nel 2024 in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni alle persone, circa 7.000 in più rispetto al 2023. I feriti hanno raggiunto quota 233.853, mentre le vittime sono state 3.030. Un dato che evidenzia come, dopo i miglioramenti ottenuti tra gli anni Novanta e il primo decennio degli anni Duemila, il percorso verso una riduzione strutturale dell’ incidentalità abbia subito un forte rallentamento. Oltre il 73 % degli incidenti e quasi il 70 % dei feriti si concentra infatti nelle aree urbane, dove convivono traffico automobilistico, mobilità dolce e trasporto pubblico.
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