Lechler durante l’ estate ha ospitato la presentazione del libro“ Macchine celibi”( Edizioni il Mulino) scritto da Chiara Giaccardi, Professoressa di Sociologia e Antropologia dei Media alla Cattolica e Mauro Magatti, Professore di Sociologia alla Cattolica ed editorialista del Corriere della Sera e dell’ Avvenire. Un libro di straordinaria attualità in questa epoca in cui AI e Robot sono diventati improvvisamente protagonisti sui luoghi di lavoro.“ Siamo nell’ e- poca delle macchine celibi, dove l’ essere umano viene modellato da ciò che lui stesso ha costruito. La via di uscita sta nel recuperare ciò che la modernità ha emarginato: il pensiero, il dialogo e lo spirito. Perché la felicità non è celibe e nemmeno la libertà”. Questa la sintesi in quarta di copertina, perfettamente in linea con paure e progetti delle nuove generazioni che si dovranno sempre più rapportare alle macchine.
Chiara Giaccardi, Professoressa di Sociologia e Antropologia dei Media alla Università Cattolica
MODERNITÀ LIQUIDA Per anni abbiamo interpretato la nostra epoca attraverso la celebre definizione di Zygmunt Bauman: una modernità“ liquida”, caratterizzata da relazioni fragili, identità mutevoli e punti di riferimento sempre più instabili. Oggi, però, quello scenario sembra aver lasciato il posto a una nuova condizione, ancora più complessa e inquietante. Viviamo infatti in un mondo in cui le tecnologie create dall’ uomo non si limitano più a servirlo, ma finiscono per plasmarne comportamenti, abitudini e persino il modo di pensare. L’ essere umano rischia così di diventare il prodotto delle proprie invenzioni, adattandosi alle logiche di sistemi digitali progettati per massimizzare velocità, efficienza e prestazioni.
FRAMMENTAZIONE SOCIALE Il paradosso della nostra epoca è evidente. Da un lato disponiamo di strumenti capaci di collegare istantaneamente miliardi di persone, di semplificare il lavoro e di rendere accessibili quantità immense di informazioni. Dall’ altro, assistiamo a una crescente frammentazione sociale, a una crisi del dialogo e a una difficoltà sempre maggiore nel costruire relazioni autentiche e
Mauro Magatti, Professore di Sociologia alla Cattolica ed editorialista del Corriere della Sera e dell’ Avvenire
durature. Il digitale si presenta spesso come la risposta alle spinte disgregatrici della società contemporanea. Tuttavia, la stessa tecnologia che promette connessione può alimentare isolamento, sovraccarico informativo e conflitti comunicativi. L’ efficienza cresce, ma insieme cresce anche il caos. Le reti si moltiplicano, ma non sempre generano comunità.
VIVERE NELLA LOGICA In questo contesto emerge la figura della“ macchina celibe”: un individuo apparentemente autonomo, performante e connesso, ma progressivamente privato della dimensione relazionale. Un Io che fatica a riconoscere l’ altro, che vive immerso nella logica della prestazione e che rischia di perdere il senso della propria appartenenza a una comunità. La vera sfida del nostro tempo non consiste quindi nel rallentare il progresso tecnologico, ma nel recuperare ciò che la modernità ha progressivamente relegato ai margini: il pensiero critico, il dialogo, la dimensione spirituale e la capacità di costruire legami significativi.
41