CAR Maggio 2026 | Page 78

Auto Storiche Allemano

Il rigore della bellezza: la Carrozzeria Allemano

Nella culla piemontese dell’ automobile tra le tante fucine di bellezze a quattro ruote c’ è anche la Carrozzeria Allemano con le sue creazioni dal gusto raffinato

Federico Lanfranchi Esperto e perito FIVE

Torino, inizio del Novecento: una città che già vibrava di ambizione industriale, dove il profumo dell’ olio e del metallo si mescolava all’ aria frizzante delle Alpi. L’ ex capitale d’ Italia aveva scambiato la sua corona politica con una nuova identità plasmata dal cinema, dalla moda e, soprattutto, dall’ automobile. Al centro di questo rinascimento meccanico c’ erano i carrozzieri, abili artigiani capaci di trasformare telai nudi in opere d’ arte vere e proprie. Non si trattava di semplici officine, ma di veri atelier dove il metallo incontrava l’ immaginazione: mentre giganti come Fiat sfornavano telai e motori, i carrozzieri li vestivano di eleganza.

ARTISTI O ARTIGIANI? Uno di questi artigiani era Serafino Allemano, un uomo il cui nome potrebbe non risuonare oggi con la stessa forza di Pininfarina o Bertone, ma il cui lavoro parlava una lingua universale. Nato nel 1898 nel piccolo comune piemontese di Villadeati, Serafino proveniva da una famiglia di artigiani di precisione. Suo padre Ernesto gestiva un’ attività di lavorazione dei metalli e Serafino si formò proprio nel solco della tradizione familiare.
Alla fine degli anni Venti, quella che era iniziata come una modesta attività di riparazione e modifica si era evoluta in una carrozzeria specializzata in progetti fuoriserie. La prima vera consacrazione della reputazione di Allemano arrivò nel 1935 al Concorso d’ Eleganza di Torino, un evento mondano dove le auto sfilavano adorne di fiori. Tra i vincitori della categoria“ sportive aperte” figurava una Delage carrozzata proprio dalla Carrozzeria“ Allemano Serafino”.
La Maserati A6G 54 del 1955
OSSESSIONE QUALITA’ A differenza di molti contemporanei, Allemano non era interessato a una rapida espansione; credeva che il successo non richiedesse una fabbrica massiccia, ma uno stile distintivo e un’ attenzione ossessiva alla qualità. Il dopoguerra portò con sé profonde cicatrici, ma anche un’ immensa voglia di ricostruire. In questo clima di rinnovamento, Serafino Allemano colse un’ opportunità d’ oro accogliendo nel suo laboratorio un giovane talento: Giovanni Mi-
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