CAR Maggio 2026 | Page 29

scendono sotto quota 100.000, i servizi attivi diminuiscono, gli operatori si riducono a 37 complessivi. Il car sharing, nello specifico, registra una flessione significativa della domanda(– 20 % nel primo quadrimestre 2025), mentre cresce soprattutto la micromobilità.
DAL BOOM ALL’ EQUILIBRIO? Oggi la sharing mobility si trova nell’ ultima fase: non cresce più in modo esplosivo, ma è entrata stabilmente nelle abitudini urbane. Il car sharing resta centrale perché, pur rappresentando una quota ridotta di noleggi, genera quasi metà dei chilometri percorsi, coprendo spostamenti medio-lunghi che bici e monopattini non sostituiscono.
ENJOY: MENO AUTO, PIÙ EFFICIENZA Diverso il caso di Enjoy, tra i servizi storici del car sharing nazionale. Nel 2025 l’ operatore ha avviato una forte riduzione della flotta free-floating, con tagli significativi in città come Bologna, Firenze e Torino e ridimensionamenti anche a Roma e Milano.
NUOVE REGOLE URBANE Molte città italiane hanno introdotto bandi più restrittivi per migliorare qualità e ordine dei servizi. Questo ha: ridotto il numero di operatori, aumentato i requisiti di gestione, concentrato il mercato nei grandi centri.
Enjoy ha radicalmente cambiato strategia da gennaio 2026
ALCUNI OPERATORI LASCIANO La contrazione non nasce da un calo d’ interesse degli utenti, ma da fattori economici e regolatori. Tra il 2018 e il 2022 il settore europeo ha beneficiato di enormi investimenti. Dal 2023: i finanziamenti alla mobilità sono scesi drasticamente, gli investitori si sono spostati verso batterie, software e AI, non è più sostenibile operare in perdita per crescere rapidamente. Il risultato è una selezione naturale: restano solo gli operatori con modelli economicamente sostenibili.
ZITY: STOP ALL’ ESPERIENZA ITALIANA Il servizio Zity, joint venture Renault – Ferrovial attiva in diverse città europee, ha progressivamente abbandonato il mercato italiano dopo anni di presenza nelle principali aree urbane. La decisione rientra in una strategia di concentrazione su mercati ritenuti più redditizi e con maggiore integrazione tra sharing e trasporto pubblico. L’ uscita evidenzia una criticità strutturale: in Italia la densità di utilizzo e il quadro regolatorio non sempre consentono economie di scala sufficienti per operatori internazionali.
CAR SHARING E CARROZZERIA: COSA CAMBIA
La diffusione del car sharing non riduce necessariamente il lavoro per la filiera della riparazione, ma ne modifica profondamente caratteristiche e tempi. Un’ auto in car sharing percorre molti più chilometri rispetto a un’ auto privata e viene utilizzata da numerosi conducenti. Questo comporta: maggiore usura estetica e funzionale, cicli di manutenzione più ravvicinati, interventi di carrozzeria più frequenti ma di entità ridotta.
Riparazioni rapide e standardizzate Gli operatori privilegiano: riparazioni smart repair, interventi veloci su danni leggeri, riduzione dei tempi di fermo veicolo( downtime). Il fermo tecnico rappresenta infatti un costo diretto per il gestore della flotta.
Più attenzione al costo totale di gestione Nel car sharing conta il TCO – Total Cost of Ownership: preferenza per componenti facilmente sostituibili, cicli di riparazione prevedibili, accordi diretti tra flotte e network di carrozzerie.
Nuovo rapporto con le carrozzerie Si afferma un modello B2B: meno cliente privato, più contratti quadro con operatori flotte, maggiore richiesta di standard qualitativi e tempi certi. Per le carrozzerie, il car sharing significa un passaggio da riparazione occasionale a manutenzione industriale del veicolo urbano.
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