CAR Maggio 2025 | Page 42

Il livello occupazionale degli ultimi anni in Italia( dati Istat)
turati ma escono più propensi a soddisfare delle esigenze personali ».
Quindi hanno voglia di lavorare? « Esatto, ma sono oggi forse meno fidelizzati alla maglia, ma non sono certamente degli scansafatiche.. Oggi pesano di più se quello che è il corrispettivo di quanto tu a loro chiedi è effettivamente corretto nei confronti proprio di quello che gli chiedi ».
Allora, azzardo, sono i datori di lavoro a essere disallineati con i tempi? « Non è un’ affermazione priva di fondamento. Oggi spesso abbiamo un’ imprenditoria e un management che sono ancora arroccati sui vecchi stereotipi, sulle vecchie ideologie, su quello che hanno vissuto loro nella loro generazione. È normale. Oggi i miei figli comunicano con me in modo completamente diverso da come io comunicavo con i miei genitori e in modo completamente diverso da come ricordo mio padre comunicava con i suoi genitori; non è cambiato l’ aspetto sociale da un punto di vista economico, non è cambiato l’ aspetto se vuoi di cultura scolastica o di acculturamento familiare perché tutto sommato evolvendo o modificandosi abbiamo mantenuto degli standard simili, ma è cambiato completamente il modo con cui il giovane si può rivolgere oggi a un genitore o con cui non si può rivolgere a un genitore, quindi tutto questo se tu lo vai a trasporre nel mercato del lavoro ti fa rendere l’ idea che forse a fronte di un cambiamento prepotente che ha interessato i giovani non c’ è stata la stessa capacità o la stessa sincronicità nel cambiare il mondo del lavoro, quindi spesso abbiamo proprio due velocità diverse. È come se tu volessi correre una competizione sostanzialmente in Formula 1 con una scuderia che è inadeguata per quel tipo di prestazione. Invece in questa società si vorrebbe correre anche nei tempi di inserimento al lavoro. La scuola, probabilmente, ha mantenuto una velocità inferiore che non ha trovato corrispondenza con quella che era l’ esigenza del mercato e quindi questo certamente non facilita ».
E se fosse che anche gli imprenditori delle carrozzerie vendono male le loro attività sul mercato? Il luogo comune le identifica come ambienti sporchi e poco sicuri … « Ci sono ancora degli immaginari collettivi che vedono il mondo della carrozzeria come quello di addirittura 30-40 anni fa, dove si lavorava con temperature elevate, ambienti sporchi, cattivi odori e probabilmente anche in modalità usurante nel senso stretto della terminologia. Invece oggi il mondo della carrozzeria è la rappresentazione della trasposizione di tutto quello che sono la tecnologia e il digitale. L’ imprenditore, il carrozziere, il titolare di una carrozzeria deve vendere meglio il proprio ambiente di lavoro. Come sanno fare bene le multinazionali. Spesso
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