AI e robot stanno cambiando l’ automotive a tutti i livelli, entrando sempre più massicciamente nell’ operatività delle aziende, carrozzerie comprese. Ma il saper fare“ umano” resta decisivo. BYD, Europrogram Flotte e Confartigianato a confronto nel workshop moderato da Maria Ranieri
Andrea Martinello
Da sinistra, Maria Ranieri, Direttore Area Automotive DBInformation, ha moderato l’ evento, Alessandro Grosso, Country Manager BYD e DENZA Italia,
Gregoire Chové, amministratore delegato di Ecoprogram Flotte, Mario Andreassi, Presidente Confartigianato Carrozzieri e titolare di Carrozzeria Andreassi Car Service
C
’ è una parola che definisce il nostro presente nell’ automotive: velocità. Cambiano le tecnologie, evolvono le normative, mutano le aspettative dei clienti e si ridefiniscono continuamente gli scenari economici e geopolitici. In questo contesto, l’ intera filiera è chiamata a ripensare processi, competenze e modelli organizzativi per rispondere a una trasformazione che riguarda il modo stesso di fare impresa. L’ intelligenza artificiale e la robotica sono oggi tra i principali motori di questo cambiamento. Non si parla più soltanto di automazione o digitalizzazione, ma di una vera e propria“ intelligenza operativa”: sistemi capaci di analizzare dati in tempo reale, supportare le decisioni, ottimizzare i processi e migliorare l’ efficienza lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla logistica, dall’ assistenza alla relazione con il cliente. Se da un lato queste tecnologie aprono nuove opportunità, dall’ altro pongono interrogativi importanti sul futuro del lavoro, sulle competenze necessarie e sul ruolo delle persone all’ interno delle organizzazioni. A parlarne durante il workshop al Dealer Day 2026 moderato da Maria Ranieri, Direttore Area Automotive di DBInformation, sono stati Alessandro Grosso, Country Manager BYD e DENZA Italia, Gregoire Chové, amministratore delegato di Ecoprogram Flotte, Mario Andreassi, Presidente Confartigianato
Carrozzieri e titolare di Carrozzeria Andreassi Car Service.
BYD: UNA TECH COMPANY CHE PRODUCE ANCHE AUTO Nel suo intervento Alessandro Grosso ha posto l’ attenzione sul fatto che BYD è prima di tutto un’ azienda tecnologica, che opera in un ambito molto più ampio rispetto ad una“ normale” Casa auto: dalle batterie ai semiconduttori, dai pannelli solari ai bus elettrici e sky shuttle. L’ auto è dunque a valle di una catena tecnologica che trova nelle vetture BYD una sintesi dei vari filoni di sviluppo. L’ azienda conta circa un milione di dipendenti( il 12 % costituito da ingegneri), con più di 71 mila brevetti proprietari e circa 30 miliardi di investimenti annui in ricerca e sviluppo. L’ o- biettivo dichiarato al 2030 si spinge oltre l’ aspetto finanziario, con l’ ambizione di contribuire a ridurre di un grado la temperatura terrestre. BYD ha inoltre annunciato investimenti per circa 20 miliardi di euro in Europa. Tra le iniziative più importanti figurano il nuovo impianto produttivo in Ungheria, dove si inizierà a produrre la Dolphin Surf( segmento A), un centro di design a Milano, un Digital Lab europeo e un centro di eccellenza per l’ intelligenza artificiale, anch’ essi a Milano, creati“ non per disintermediare persone, reti o know-how- perché il fare e il sapere sono fondamentali- ma per minimizzare i tempi morti“, ha precisato Grosso.
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