Avete margini di crescita? « Sì, oggi lavoriamo circa 35-40 vetture a settimana in carrozzeria e puntiamo a crescere del 30-35 %. La struttura lo consente, ma serve aumentare i flussi. In parte lo abbiamo già fatto. Sia spingendo sul ripristino usato sia su un lavoro importante con una persona dedicata che incontra le agenzie del territorio.»
Il mercato come lo vedi? « È difficile da interpretare. Si parla di crisi, ma il lavoro non manca. Probabilmente molte dinamiche dipendono più da scelte interne che dal contesto esterno. Noi stessi abbiamo dovuto rivedere la strategia, inserendo il ripristino dell’ usato per stabilizzare i volumi ».
In alto a sinistra, la zona di accettazione, elegante e con un salotto a disposizione per i clienti
Sopra, Samuele Crippa con la moglie e socia Barbara Capelli
Quanto pesa il cambiamento tecnologico? « È già realtà. Le auto cinesi, per esempio, sono arrivate e pongono nuove criticità, soprattutto sui ricambi. È un tema importante per le carrozzerie, perché può ridurre le possibilità di riparazione e quindi il lavoro ».
E sul fronte del personale? « È una delle principali difficoltà. Siamo circa 35 persone, ma la ricerca è continua. Negli ultimi anni è diventato più facile fare colloqui, ma restano problemi legati alle competenze e ai costi: le richieste salariali sono cresciute molto, mentre i margini non sempre lo consentono ».
Che messaggio vuoi dare al mercato? « Che non tutte le carrozzerie sono uguali. Esistono realtà strutturate, che investono e garantiscono qualità e servizi, e altre più piccole. Il mercato dovrebbe riconoscere queste differenze, anche nella distribuzione del lavoro e nelle tariffe. Valorizzare chi investe è fondamentale per la sostenibilità del settore ».
In definitiva, che fase sta vivendo il settore? « Una fase complessa, ma anche ricca di opportunità. Il cambiamento è già in atto e richiede capacità di adattamento. Oggi più che mai servono visione, organizzazione e la capacità di leggere un mercato in continua evoluzione ».
77