CAR Aprile 2026 | Page 76

Attualità Freno a disco

Tecnica, funzionamento e DIAGNOSI

Freno a disco: dietro un funzionamento apparentemente semplice si nasconde un sistema complesso, frutto di decenni di evoluzione tecnica e oggi sempre più determinante anche nelle attività diagnostiche delle officine e delle carrozzerie.

DALLE CORSE ALLA STRADA Le prime applicazioni del freno a disco risalgono ai primi anni del Novecento, ma solo negli anni Cinquanta la tecnologia raggiunse una maturità sufficiente per l’ impiego automobilistico. Il momento decisivo arrivò nel 1953, quando la Jaguar C-Type vinse la 24 Ore di Le Mans grazie anche all’ impiego dei freni a disco Dunlop, capaci di mantenere efficienza anche sotto stress termici estremi. Rispetto ai freni a tamburo, il nuovo sistema offriva un vantaggio

Tra i componenti che più hanno contribuito all’ evoluzione della sicurezza automobilistica moderna, il freno a disco occupa senza dubbio una posizione centrale

Antonio Ferraro – Foto Photo-R
fondamentale: una dissipazione del calore molto più efficace, riducendo drasticamente il fenomeno del fading, ovvero la perdita di efficacia frenante dovuta al surriscaldamento. Nel giro di pochi decenni il freno a disco si impose prima sull’ asse anteriore e successivamente anche su quello posteriore, diventando imprescindibile con l’ arrivo di ABS, ESP e sistemi avanzati di assistenza alla guida.
STRUTTURA E FUNZIONAMENTO Il principio di funzionamento si basa sulla trasformazione dell’ energia cinetica del veicolo in energia termica attraverso attrito controllato. Il sistema è composto da quattro elementi principali. Il disco freno, solidale al mozzo ruota, ruota insieme alla ruota stessa ed è generalmente realizzato in ghisa ad alto contenuto di carbonio, scelta per la sua resistenza
76