Protettore della sacra terra della necropoli, aveva il compito di accompagnare il Ba del
defunto davanti al tribunale supremo degli dei, così come narrato nel "Libro dei morti", il-
luminando il cammino con la Luna tenuta nel palmo della mano. In questo caso diveniva
la forma sincretica del dio Upuat che significa "Colui che apre la strada" ed era anche assi-
milato all'altra divinità canide Khentamentyu ossia "Colui che è a capo della necropoli".
Come rappresentato il alcune tombe del Medio Regno della necropoli tebana , Anubi appa-
re chinato sul defunto con lo scettro rituale wr-hk3w detto "Grande di magia" il cui scopo
era quello di ridonare la vita.
Ebbe anche un ruolo importante nel mito di Osiride del quale
imbalsamò le spoglie, su ordine di Ra, facendone così la prima
mummia e divenendo quindi il dio protettore
dell'imbalsamazione. Gli stessi imbalsamatori erano suoi
sacerdoti e quello che presiedeva ai riti funebri indossava la
maschera nera con le sembianze del dio, divenendo egli stesso
la personificazione della divinità. Partecipava inoltre alla
psicostasia ove conduceva il defunto nella "Sala delle due veri-
tà" e ne pesava il cuore assieme al dio Thot che come scriba ne
registrava la pesatura. Tale rito secondo la religione egiziana
aveva la funzione di decidere se il defunto avesse diritto alla
vita nell'Oltretomba, in base alla purezza della sua anima.
Successivamente fu associato, dai Greci, a Hermes Psychopompos ossia "Hermes che ac-
compagna le anime" con il nome di Ermanubi che poche caratteristiche aveva del dio dina-
stico Anubi.
Nel Libro XI de Le metamorfosi di Apuleio si trova la testimonianza che il culto di Anu-
bi durò, a Roma, almeno fino al II secolo d.C.
Akasha Willburn
Fonte: N. Brasini, A. Turci
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