padre era un pazzo? Forse. Uno scorbutico anziano
ingrato, sì, un traditore, un uomo che non si cura del
male altrui. Specie del mio.
Ma un assassino?
In ogni caso, abbiamo un uomo in prigione anche oggi.
Se siamo fortunati finisce qui, se siamo sfortunati...
domani si riparte da capo.
E dovrò scusarmi...
Il pensiero di chiedere scusa al padre lo nauseava. Non
ora che aveva vinto per la prima volta.
Riordinò le carte che aveva davanti, più metaforicamente
che per vera necessità. Si alzò ed uscì dall'ufficio.
Per un attimo pensò di andare a controllare che suo
padre fosse chiuso in una cella come comandato, ma
respinse il pensiero. Almeno dei suoi sottoposti doveva
fidarsi, non poteva rimanere completamente solo. Per
quanto quel Marcus Barbara non gli piacesse, si fidò di
lui. Mentre si avviava verso l'uscita qualcosa afferrò il
risvolto dei suoi pantaloni, e per poco non lo fece
cadere.
Allarmato si voltò e vide una mano che lo teneva stretto.
Veniva da una cella, un tentativo di evasione? Chi poteva
essere così stupido da cercare aiuto proprio nel capo
della polizia?
<> chiese.
Non ci fu risposta, se non un rantolio sommesso.