AMys - Bollettino Informativo n.36 - Luglio 2017 - Page 9

PA GI N A 9 segreta chiamata Axis Mundi. C.B. - Una delle trame riporta i lettori a un tema molto caro, quello della guerra fra Atlantide e Mu. A.C.C. - Nel secondo romanzo abbia- mo seguito le vicende di un gruppo di superstiti di Mu che sul finire del con- flitto si rifugiavano ad Agarthi, guidati da Xiwa Nagmu alias Donna Leopar- do. Qui scopriamo che Xiwa – che nel- la mitologia cinese diverrà la regina Xi Wangmu – ha una missione da com- piere, impiegando un artefatto realiz- zato allo scopo da uno scienziato mu- viano, lo Strumento. Nel Ventesimo secolo si scatenerà una lotta tra le se- zioni esoteriche di vari servizi segreti per recuperare lo Strumento e sfruttar- ne l’enorme potere a scopo bellico. C.B. - E poi c'è il gradito ritorno del Comandante Feng, alias Amleto Ve- spa, investigatore e agente segreto ita- liano, personaggio straordinario e mi- sconosciuto ai più che ci hai fatto co- noscere nel precedente romanzo. A.C.C. - Come tradizione nelle storie di Martin Mystère, alla fantasia si unisce anche qualcosa del mondo reale. In questo caso proprio la vicenda di Amleto Vespa, personaggio storico in tutti i sensi: un abruzzese che, dopo avere combattuto nella rivoluzione messicana, approdò in Manciuria e divenne capo dei servizi segreti locali; dopo l’invasione giapponese, costretto a lavorare per i nuovi padroni, fece il doppio gioco in favore della resistenza manciuriana assumendo il nome di battaglia di Comandante Feng; riuscì a fuggire con la famiglia a Shanghai e pubblicò un libro – all’epoca bestseller in Gran Bretagna e America – per denunciare la drammatica realtà dell’occupazione nipponica in Manciuria: per gli storici è un documento fondamentale su quel periodo. In questa storia lo ritroviamo a Shanghai nel 1938... C.B. - Mi chiedevo se poi sei riuscito a conoscere di persona la bella Lavi- nia, la bis-bis di Vespa che vive negli USA e che ti ha aiutato nelle ricerche sul suo avo. A.C.C. - Non di persona, purtroppo, ma da quando ne ho trovato le tracce su Internet nove anni fa, mentre lavoravo al capitolo su Amleto Vespa nel mio volume di non-fiction “Le grandi spie” edito da Vallardi, mi è sempre stata di grande aiuto. Le ho reso omaggio creando nel libro un personaggio di fantasia che un po’ le somiglia. C.B. - Quali sono gli altri mysteri ci- tati nel romanzo? A.C.C. - Nella realtà, Vespa scomparve misteriosamente durante la Seconda guerra mondiale, mentre lavorava per lo spionaggio Alleato; e altrettanto nel nulla sparirono dopo qualche anno la moglie e i figli; nel romanzo propongo una spiegazione molto fantasiosa per l’accaduto. Poi ho citato – ma questa è un’invenzione in un romanzo del grande scrittore Daniel Chavarría... o almeno così lui mi ha raccontato – l’ipotesi che la sede della CIA a Langley, Virginia, sorga su un luogo maledetto. C.B. - Anche la “donna leopardo” del romanzo è un gran bel personaggio. Io l'ho immaginata come una sorta di Lara Croft (per bellezza e per la sua attitudine all'azione) ante-litteram. Riferimenti alla vita reale? O tua per- sonale? A.C.C. - Deriva in realtà dalla mia passione per le donne belle, intelligenti e determinate, come la Mercy Contreras alias Agente Nightshade dei miei romanzi per Segretissimo, o Rhona la vampira de l mio ciclo di romanzi “Danse Macabre”. Presumendo che Mu fosse già una società multietnica, mi immagino Xiwa come una donna orientale, un po’ sulla linea delle eroine del cinema di Hong Kong, con il volto segnato da due cicatrici parallele che si è guadagnata in combattimento e accentuano il suo aspetto da guerriera. C.B. - Una bella e affascinante caratterizzazione, che rimane impressa nella mente del lettore. E quali sono, invece, i luoghi e le epoche in cui è ambientato “La donna leopardo”? A.C.C. - Una parte si svolge diecimila anni fa, al Portale di Nord-est, negli