Molto più concretamente può essere un separato sfrattato che ha perso il lavoro già entrato nel circolo vizioso di cittadino senza dimora che ha perso la capacità di agire , muoversi , chiedere come cittadino . In una parola , di partecipare alla vita della comunità o peggio ancora a sentirsi degno di scampoli di umanità . La donna vittima di tratta violentata e abusata che rifiuta percorsi di recupero per paura delle maledizioni ancestrali della mammana e che per vergogna non tornerà mai più nella sua terra tra i suoi familiari non rifiuta l ’ aiuto , ha solo paura di morire . Ecco è in questi rifiuti che emerge il dolore e la necessità di umanità concreta , di aiuto . Spesso invece è più facile un frenetico non vedere e non sempre per disumano disinteresse ma più spesso perché ci sentiamo noi stessi deboli o meglio non tanto forti da chinarci , guardare , chiedere e aiutare o solo scambiare due parole . I bambini , nella loro spontanea umanità senza preconcetti lo sanno fare meglio . Sono in corso esperimenti di “ assunzione ” di bambini nelle case di riposo . Gli anziani si riappropriano del loro ruolo di nonni e i bambini giocando acquistano la capacità di gestire uno spazio di interazione reale . La riappropriazione di uno spazio personale d ’ altro canto è un aspetto che riguarda gli adulti . A vedere meglio infatti la invisibilità può essere un bisogno che rientra tra i progetti di benessere individuale .
L ’ attuale organizzazione sociale con i suoi valori ma anche con i suoi miti cangianti ci co-stringe così tanto ad una presenza formale , e spesso solo virtuale , che rimanere discretamente invisibili può assumere il valore di un percorso controcorrente per certi aspetti rivoluzionario rispetto agli assetti comuni . È ovvio che l ’ invisibilità non ha valore se è distanza o separazione permanente ma se è esperienza episodica alternata alla visibilità . Un modo per riscoprire il mondo , il nostro mondo contestuale e il nostro mondo interiore e senza troppe certezze , senza eccessivi coinvolgimenti , senza bisogno di dire sempre il proprio pensiero ritornare alla discrezione dell ’ esserci .
Cipriano Gentilino
14