8 RIVISTA CULTURA OLTRE AGOSTO 2020 8 RIVISTA CULTURA OLTRE AGOSTO 2020 | Page 5

2 milioni di disoccupati e grandi zone ridotte in miseria , di contro alla mancanza di manodopera nelle miniere di carbone che frenava la produzione , questo accordo cercava di andare incontro alle reciproche esigenze . Tra il 1946 e il 1963 ben 867 italiani persero la vita lavorando nelle miniere belghe . La storia d ’ altra parte ci ricorda le grandi emigrazioni che gli italiani hanno affrontato per sopperire ai disagi in patria e cercare un futuro quanto meno dignitoso e sicuro , anche se non scevro di enormi difficoltà e umiliazioni . Riflettendo sui corsi e ricorsi di vichiana memoria non si può fare a meno di evidenziare l ’ infinità di pregiudizi che hanno incontrato i nostri predecessori che decidevano di recarsi all ’ estero , notando , non senza rammarico , che sono gli stessi pregiudizi che oggi spesso noi riserviamo agli immigrati che arrivano nel nostro Paese . Dal 1861 circa 30 milioni di italiani hanno cercato fortuna all ’ estero La maggioranza degli emigranti italiani , oltre 14 milioni , partì nei decenni successivi all ’ Unità di Italia , durante la cosiddetta “ grande emigrazione ” ( 1876-1915 ) e intere cittadine videro la loro popolazione dimezzarsi nel decennio a cavallo tra ‘ 800 e ‘ 900 . Di questi , quasi un terzo aveva come destinazione dei sogni il Nord America , affamato di manodopera . Gli strati più poveri della popolazione , in realtà , non avevano nemmeno il denaro per pagarsi il viaggio , e rimbalzano iconiche le consunte valige di cartone con i pochi ricordi della dimora natale , foto ingiallite delle famiglie che restavano a casa , pezzi di cuore lacerati dalla miseria . Infatti , con un veloce confronto con gli immigrati che oggi arrivano da noi , i nostri emigranti non iniziavano l ’ avventura con tutta la famiglia : quasi sempre l ’ emigrazione era programmata come temporanea e chi partiva era di solito un maschio solo . Ricordo le storie che mi raccontava mio padre quando , parlandomi del nonno , mi diceva del suo viaggio a Buenos Aires su una nave e di tutte le vicissitudini che egli aveva provato da giovane emigrante . I bastimenti , carichi di speranza e di incognite , hanno popolato le narrazioni su un nonno eroe che ho amato tanto , pur non avendo mai avuto la gioia di poter conoscere . Spesso , quando mio padre mi parlava di suo padre , era come se rivivessi le sue vicende attraverso un tempo riflesso , cercando di immaginarlo nel suo tempo , ma tanto lontano dal mio tempo e dalla mia vita . Oggi , sull ’ onda delle sensazioni provate e del rispetto per tante storie di vita , mi adopero più che mai perché la gramigna dei pregiudizi non attecchisca , perché si possano definitivamente eliminare le barriere incoerenti e ingiuste che imbavagliano gli esseri umani , attorcigliati in cordoni di stupidi preconcetti . In quest ’ ottica risulta più che mai evidente
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