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CONVERSAZIONI IN SALOTTO : FERNANDO PESSOA
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Ospite della terza “ Conversazione ” è Fernando António Nogueira Pessoa . Il Libro dell ’ inquietudine di Fernando Pessoa rientra le mie letture preferite e le tante riflessioni del più famoso eternonimo dell ’ autore , Bernardo Soares , nel loro eterogeneo fluire in una sorta di “ zibaldone ” moderno , bene corrispondono alla sete di interrogativi che si dibattono e si scontrano nell ’ animo tormentato di un uomo del nostro tempo . Ironico , irrequieto , sensibile e profondo , Soares alias Pessoa medita , sonda , esterna i suoi travagli interiori , esplorando anche le sue memorie più recondite sullo sfondo di un tempo che scorre impietoso e da cui si difende scrivendo . In questa nostra “ Conversazione ” prosegue il viaggio all ’ interno del mondo di Soares alias Pessoa , nella progresiva conoscenza del suo diario intimo che svela Pessoa-Soares eternamente combattuto e comunque teso alla ricerca della verità , diretto alla distruzione del velo di Maya , il velo dell ’ illusione , che offusca gli occhi degli uomini e fa loro vedere un mondo di cui non si può dire né che esista né che non esista , salvo però a non riuscire poi ad accettare ciò che vede , a inserirsi in quello che è la dinamica del mondo , nello scorrere della quotidianità . Soares riflette sulla vita , sulla morte e sull ’ anima , ma anche sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo , sui colori e le emozioni che egli osserva intorno e dentro di sé . Ho trovato di una bellezza straordinaria la riflessione che di seguito riporto e che mi ha colpito per gli interrogativi con cui risuona e che hanno suscitato in me un misto di contrastanti emozioni , le stesse emozioni che Soares vive nel suo inquieto vissuto . « Tutta la vita dell ’ anima umana è un movimento nella penombra . Viviamo , nell ’ imbrunire della coscienza , mai certi di cosa siamo o di cosa supponiamo essere . Nei migliori di noi vive la vanità di qualche cosa , e persiste un errore il cui angolo non conosciamo . Siamo qualcosa che accade nell ’ intervallo di uno spettacolo ; a volte , attraverso delle porte , intravediamo ciò che forse non è altro che scenario . Tutto il mondo è confuso , come voci nella notte . Proprio ora ho riletto queste pagine , nelle quali scrivo con persistente chiarezza e mi interrogo : Cosa è questo , e a cosa serve ? Chi sono quando sento ? Cosa muoio quando sono ? Come qualcuno che , da molto in alto , cerchi di distinguere la vita a valle , così io stesso mi contemplo da una cima , e sono un tutto uno con il paesaggio indistinto e confuso . È in queste ore di abisso nell ’ anima che il più piccolo particolare mi opprime come una lettera d ’ addio . Mi sento costantemente alla vigilia di un risveglio ,