siamo tutti a servizio
il tuo dovere non smettere di compiere :
noi non ti scorderemo
Nel ricordo Mi sfaldo sfarino le parole non vi seguo più rovinano le pietre lo scheletro di voci il passato s ’ innalza , lo vediamo nelle mani aperte in controluce uno sparo , il pianoforte nel ghiaccio . Sempreverde .
Penombra , sorpresa , vi porto dentro tutti in fila silenziosi per l ’ addio
nella casa di mattoni primi novecento
questa terra la conosco sono la sconosciuta che entra piano con il rispetto nel fianco i piedi sprofondano : radici , radicine
vi sento gemere : la storia da raccontare
scuote l ’ acero . Rabbrividisce il cielo .
Anche un piccolo baule è greve per questo andare stando fermi tesi , ad ascoltare .
Nuovi giorni Amico , restiamo insieme a guardare
l ’ acino dell ’ uva buona caduto nella polvere
la felicità arresa perduta per la strada il cerchio che diventò metallo : neppure due mani forti come l ’ oro potevano riafferrare la preda che aveva saltato il fosso la memoria gli anni del fiume
l ’ anello con la pietra che non sapevano
di possedere .
Un sorriso è l ’ arma
per proteggersi dalla morte di ogni cosa .
Gli uomini ricostruiranno il villaggio
spalla contro spalla , acerbi e vecchi facendo leva con canne di bambù
Quali sono le cose da salvare ? 40