DI PATRIZIA CAFFIERO a dieci centimetri dai fili d ’ erba . Poi , cominciò il viaggio nel mondo a rovescio .
Ad occhi chiusi poteva toccare
Molto interessante la piccola raccolta Poesie della piana di Patrizia Caffiero , che ho pubblicato interamente proprio per consentire una conoscenza completa e un approfondimento delle liriche in essa contenute . Un vago crepuscolarismo pervade quotidiani riti e oggetti di uso comune “ il cassetto delle posate non si chiude come dovrebbe / la tovaglia sbiadita da troppi lavaggi ” e , nell ’ angolo riposto della memoria , si allineano le ombre di ricordi mai sopiti . Rivive un ’ atmosfera che ricorre a immagini dimesse e colloquiali , la fragilità della condizione umana , il ritorno alla dimora di un tempo perduto da rivivere nel proprio silenzio personale , intriso di significative venature di affetti . Un affresco di sentimenti semplici e puri che sono espressi da un verso che , pur mantenendo il ritmo poetico , si rivela efficace e stilisticamente elegante .
[ Maria Rosaria Teni ]
La rivolta dell ’ acqua Dalla montagna alla foce la donna del giglio camminò per molti anni , leggera
Il lento odore dell ’ acqua . Sotto terra , spinta giù dagli argini , nel fondo la marea della piana addormentata aspettava la pioggia battente .
“ Venisse un fortunale , io sarei graziata .
Sono assai stanca di sterpaglie e foglie secche .”
L ’ acqua organizzava vedette di cannocchiali e d ’ edera
periscopi di bambù e cannucce di gelato .
Era sempre più difficile alzare la testa
riempire il bordo del fiume .
Si stava sottocoperta , nell ’ abbraccio di lombrichi e conchiglie
una morte di fango e di oblio secolare
un ’ attesa di radici , sabbia e legnetti .
Non erano tempi , questi , per sconfinare .
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