opere di Defoe , Dickens , Melville , Joyce . Fra il 1935 e il 1936 , per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà venne arrestato , processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro ; tornato a Torino , fu tra i principali collaboratori della casa editrice Einaudi . Ma la sua vita era dominata da un profondo senso di solitudine e vuoto , più forte dopo la fine di un ’ esperienza d ’ amore vissuta negli ultimi anni di università . A partire dal 1940 una nuova , difficile amicizia fu quella con F . Pivano . Nel 1942 fu assunto direttamente come dipendente della casa editrice Einaudi : dopo un soggiorno a Roma , si rifugiò durante l ’ occupazione tedesca in un paese del Monferrato , presso la sorella , guardando con amarezza gli eventi della Resistenza . Dopo la Liberazione , si iscrisse al partito Comunista e cominciò a collaborare all ’ Unità . Seguirono anni di lavoro molto intenso , in cui egli scrisse e pubblicò le sue opere di maggior successo . Venne trovato morto , per effetto di una dose eccessiva di sonnifero , il 27 agosto 1950 . I suoi inizi di poeta , ma di una poesia ( Lavorare stanca , 1936 ) che , nata in clima ermetico-decadente , tende a superarne l ’ ossessivo soggettivismo mediante la proiezione oggettiva di quelli che sono e più saranno i temi di fondo di P .: la ricerca di contatti umani , di incontri con la realtà quotidiana , di reimmersione nel mondo rurale da cui proviene , a difesa dalla meccanicità della vita cittadina , dalla solitudine interiore e dal congiunto pensiero della morte . Oggettivazione che , dal giro largo del verso ( sull ’ esempio , appunto , di Whitman ) alla discorsività del tono , già porta alla narrativa : e la sua opera successiva è infatti di narrazioni brevi o lunghe ( non di romanzi propriamente detti ) improntate a un realismo che , se risente della lezione verghiana , e più di quella letteratura nord-americana di cui frattanto
P . si era fatto traduttore e introduttore ( con Vittorini ) in Italia , ha però profonde radici in quel suo amore di piemontese per la propria terra , per il linguaggio della sua gente , specie a livello contadino o operaio , da cui egli mutua vocaboli e cadenze per il frequente , agile « parlato » dei suoi racconti . Un realismo che peraltro non va disgiunto da una schietta vena di lirismo , scaturente da una memoria che , facendo centro sull ’ infanzia , s ’ innalza all ’ assoluto , al mito o sfocia nel simbolo ; onde la sua narrativa , dopo un primo , violento balzo ( quasi in polemica con la letteratura tradizionale ) nel verismo più crudo , all ’ americana ( Paesi tuoi , 1941 ), si svolgerà nell ’ alternativa di questi modi , da La spiaggia ( 1942 ) a Feria d ’ agosto ( 1946 ), da Il compagno ( 1947 ) e Dialoghi con Leucò ( 1947 ) a La luna e i falò ( 1950 ), da Notte di festa ( post ., 1953 ) a Festa grande ( in coll . con Bianca Garufi , post . e incompiuto , 1959 ) a Ciau Masino ( post ., 1968 ). Non senza , certamente , squilibri e smagliature , ma molto spesso con intensità d ’ ispirazione e d ’ espressione , toccando i vertici artisticamente più alti là dove , con la mediazione di un paesaggio che è trepido contrappunto di senso ( o natura ) e sentimento , quei modi finiscono col convergere e compenetrarsi : come in Prima che il gallo canti ( 1949 ) e La bella estate ( 1949 ). Per dare tuttavia luogo , alla fine , quando vicende intime rafforzeranno , senza scampo , il pessimismo e la vocazione suicida di P ., di nuovo alla poesia : Verrà la morte e avrà i tuoi occhi ( post ., 1951 ); ma questa volta lontana dalla prosasticità di Lavorare stanca , per quanto è vicina alla lirica « pura », anzi alla pura liricità . Testimonianza importante non pure del suo travaglio intellettuale e morale , ma di quello di tutta una generazione e un ’ età , sono anche gli scritti critici di P . ( La letteratura americana e altri saggi , post ., 1951 ), il
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