" 21 GRAMMI DI SOLITUDINE " DI GIANNI VENTURI ( GIULIANO LADOLFI EDITORE , 2020 ) -
RECENSIONE A CURA DI RITA BOMPADRE
“ 21 grammi di solitudine ” di Gianni Venturi ( Giuliano Ladolfi Editore , 2020 ) è il peso poetico di un respiro , il soffio intimo , l ’ impalpabile essenza del dolore umano , l ’ evanescenza di sentimenti puri e autentici . Il poeta , attraverso la fermezza descrittiva , essenziale e distensiva nelle immagini , fende il terreno emotivo tracciando la superficie dei solchi interiori , imprimendo la traccia profondamente radicata delle espressioni viscerali , del mondo sensibile , del patrimonio familiare delle origini e della terra sopra il tempo della vita indifesa e fragile . Si narra che 21 grammi sia il peso dell ’ anima , pochi granelli inconsistenti sul peso di un destino che ognuno di noi riconosce nella fatalità prestabilita ed imperscrutabile degli eventi . La poesia di Gianni Venturi si inoltra lungo le condizioni e i sentimenti umani sradicando ogni passaggio spazio - temporale della memoria , frequenta le lacerazioni impulsive e la resistenza nelle intuizioni drammatiche e nostalgiche , nei frammenti di una disperazione in cui la solitudine è al centro di tutto . Il tragitto privilegiato della poesia verso la personale testimonianza dell ’ autore è presenza illuminata , eco deformata dell ’ anamnesi , rifugio ancestrale , richiamo ad una trama remota che si svolge oltre i limiti consueti della conoscenza , solitaria e sofferente , dell ’ umanità . I versi , affatturati