fino a quella di sapere o di non sapere abbastanza . Aspetti della paura apparentemente contrastanti ma in una relazione tra loro dinamica e tale da generare , per la rilevante durata , stress , ansia , riduzione dell ’ iniziativa , abbassamento del tono dell ’ umore e ipocondria , o meglio , più specificamente , ansia di avere o contrarre la malattia . Vengono infatti messi in forse non solo la nostra vita ma anche aspetti istintuali fondamentali per la relazione col mondo . Il respiro da semplicemente vitale diviene fonte di contagio e fatica del sopravvivere fino al commiato . Le percezioni di gusto e olfatto , essenziali nella scelta degli alimenti commestibili , possono essere perse anche per lungo tempo . Nel complesso si avverte il rischio di una metamorfosi che infiltra i vissuti , che si cala nel corpo e lo trasforma come nell ’ incipit di Kafka : “ Gregor Samsa , destandosi un mattino da sogni agitati , si trovò trasformato nel suo letto in un enorme insetto immondo ”.( 6 )
Una percezione di cambiamento che sottilmente ci pervade e che insiste anche sul vissuto di un tempo dilatato nei lockdown , nella quarantena , nelle attese di diagnosi o di dimissioni proprie e per i propri cari . Il vissuto dello spazio viene sovvertito dalla necessità di evitare il contagio e oscilla tra chiusura e possibile distanza dagli altri , tra incontro ed evitamento , tra solitudine e mancanza .
Trasformazioni personali e sociali che ci deprimono e disorientano e per la loro imprevedibilità , creano uno stato di frustrazione e ci mettono in rapporto con le nostre fragilità . Lo fanno in una società ormai poco attrezzata a gestire il dolore e dove la sofferenza è diventata quasi un tabù in quei percorsi social dell ’ immagine vincente di un sé molto percellarizzato se non addirittura falso . Un sé per il quale è complicato accettare non solo di non sapere e la conseguente incertezza ma anche le modalità di sviluppo progressivo del sapere . In questa dicotomia tra un sé poco attrezzato e un sé che si attrezza a gestire le proprie fragilità si possono ritrovare gli aspetti positivi per gestire lo stress e concorrere ad una socialità più integrata e solidale . Ci sono infatti aspetti positivi con i quali potere agganciare un riprenderci psico-emotivo e sociale . Alcuni studi , per esempio , riportano un recupero dei ruoli familiari ed una maggiore presenza dei genitori nello spazio familiare nonché una maggiore capacità a migliorare l ’ atmosfera domestica che possono continuare anche dopo il periodo dei lockdown . L ’ uso della tecnologia per la coltivazione di relazioni sociali si è notevolmente ampliata anche per necessità operative nel mondo scolastico e lavorativo . Non ultimo il ricorso a consulenze psicologiche on-line . Mentre è evidente che la percezione di cadu-