DAL COVID ALLA GUERRA Considerazioni psicologiche
“ Le foglie cadono da lontano , quasi giardini remoti sfiorissero nei cieli ; con un gesto che nega cadono le foglie . Ed ogni notte pesante la terra cade dagli astri nella solitudine .
Tutti cadiamo .
Cade questa mano , e così ogni altra mano che tu vedi . Ma tutte queste cose che cadono . Qualcuno con dolcezza infinita le tiene nella mano ”
( Rainer Maria Rilke , Herbst , in Das Buch der Bilder , 1902 ).
La pandemia da Coronavirus ha inciso pesantemente sulle abitudini e sugli stili di vita di ciascuno di noi , determinando ricadute sui contesti relazionali , culturali ed economici . In particolare ha avuto un impatto notevole sull ’ economia psichica dell ’ individuo sia per l ’ esperienza indiretta o diretta di esposizione al virus , sia per le misure di isolamento sociale adottate per contenere l ’ espansione virale , sia infine per il clima generale di grande tensione che si è venuto a creare . Dal punto di vista psicologico siamo stati esposti ad un trauma eccezionale che ha sconvolto la vita di tutti . Un nemico invisibile , inatteso , non conosciuto è arrivato in ogni luogo e famiglia determinando uno stress del quale elementi basilari sono stati la minaccia e la paura . Heidegger ha mirabilmente descritto la minaccia : “… il minaccioso non si avvicina , esso è già , è così vicino e ci opprime e ci mozza il fiato , ma non è in nessun luogo . Esso è ovunque . ( 1 )
La paura è stata conseguente e ha interessato aspetti corporei , relazionali , cognitivi e comportamentali . In particolare il corpo è diventato sia fonte di pericolo di malattia sia un corpo da proteggere con la conseguente paura di non saperlo o poterlo fare . Sul piano relazionale è emersa la paura di contagio dagli altri e verso o per gli altri ( p . e . familiari ). Relazione interpersonale difficile con la paura di agire o di non agire