3 RIVISTA CULTURA OLTRE MARZO 2022 3 RIVISTA CULTURA OLTRE MARZO 2022 | Page 36

“ LA CAPRA ” DI UMBERTO SABA
Ho parlato a una capra . Era sola sul prato , era legata . Sazia d ’ erba , bagnata dalla pioggia , belava .
Quell ’ uguale belato era fraterno al mio dolore . Ed io risposi , prima per celia , poi perché il dolore è eterno , ha una voce e non varia . Questa voce sentiva gemere in una capra solitaria .
In una capra dal viso semita sentiva querelarsi ogni altro male , ogni altra vita .
Umberto Saba
tratta dalla sezione Casa e campagna ( 1909-1910 ) de il Canzoniere , Vol . I
Umberto Saba – Pseudonimo del poeta Umberto Poli ( Trieste 1883 – Gorizia 1957 ); di famiglia ebraica dal lato materno , fu avviato agli studî commerciali , e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste . I suoi primi versi risalgono al 1900 ma il primo libro , Poesie , è del 1911 ; seguirono : Coi miei occhi ( 1912 ), Cose leggere e vaganti ( 1920 ), Il Canzoniere ( 1921 ; ed . crit . a cura di G . Castellani , 1981 ), Preludio e canzonette ( 1922 ), Figure e canti ( 1926 ), Preludio e fughe ( 1928 ), Tre composizioni ( 1933 ), Parole ( 1934 ), Ultime cose
( 1944 ), poi tutti raccolti nell ’ ediz . definitiva del Canzoniere ( 1945 ); e quindi Mediterranee ( 1947 ), Uccelli – Quasi un racconto ( 1951 ). Scrisse anche alcune prose fra narrative e liriche : Scorciatoie e raccontini ( 1946 ), Ricordi-racconti ( 1956 ) e Storia e cronistoria del Canzoniere ( 1948 ), contributo alla critica di sé stesso ; postumo ( 1975 ; nuova ed . 1995 ) è stato pubblicato un romanzo incompiuto , Ernesto , scritto nel 1953 . Alla contemplazione delle cose ultime , pervasa da un pessimismo , da un senso atavico e quasi espiatorio del dolore , si congiungono , in S ., una trepida inclinazione per la donna e per l ’ amore , un alacre interesse per le cose e le creature più umili , per gli aspetti più minuti della vita e della sua Trieste . E la sua poesia , autobiografica proprio nel senso di intimo diario e confessione , è di un tono medio , fra il cantato e il parlato , fra l ’ aulico e il popolaresco , fra l ’ alta lirica ( dai vaghi echi leopardiani ) e la canzonetta : conforme al suo gusto , educato sui classici ( i quali , per lui , nato in una terra all ’ incrocio di più culture e non ancora unita all ’ Italia , costituirono anche l ’ unico riferimento sicuro in fatto di lingua ) ma arricchito dai lieviti del romanticismo germanico e slavo , scaltrito dalla lezione della poesia dialettale veneta ( e di quella realistico-borghese di V . Betteloni ), e insieme sensibile alle suggestioni della psicanalisi . E se la conciliazione di queste varie componenti , e dei diversi modi , non avviene senza dis-