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“ A PROPOSITO DI DONNE ” – “ SE LA DONNA FOSSE ” DI MARIA ROSARIA VETRUGNO
Se dovessi rappresentare la donna attraverso una figura geometrica , disegnerei un cerchio . Un cerchio , sì , perché ha un inizio e una fine che si ritrovano nello stesso punto , combaciando perfettamente , come a dire che tutto inizia e finisce con lei . E perché la sua rotondità dà un senso di pienezza e ancora perché , con un po ’ di fantasia , può essere un abbraccio protettivo e rassicurante … un ventre materno . Perché un cerchio non ha angoli e quindi spigoli , sa di morbido , di inclusivo , e contemporaneamente mi dice che quello spazio , chiuso e circoscritto , non è vuoto ma racchiude altri cerchi concentrici , ognuno dei quali è ricchezza di suo e si riproduce continuamente , generando altra ricchezza , spesso sconosciuta ai più .
Se mi si chiedesse invece di paragonare la donna ad una pianta , beh , istintivamente , ( e banalmente ) risponderei : la rosa , quale fiore più bello ! Petali vellutati , dai colori stupendi , che si aprono a chi voglia apprezzarne la bellezza e il profumo , petali che racchiudono però un cuore che non è per tutti . Sì , sarebbe perfetta ! E invece no , non la immaginerei una pianta fiorita perché i fiori , anche il più bello , come la rosa , durano poco e più sono belli , più sono delicati e hanno vita breve . Una pianta sempreverde sarebbe , ecco , la vedrei così la donna , una pianta bella e coriacea , adatta a tutte le stagioni , che patisce caldo e freddo , vento e pioggia , e si ammacca ma resiste , bisognosa solo di quella linfa vitale che le scorre dentro , mantenendone intatto lo stato fino all ’ ultimo dei suoi giorni .
Una pianta sempreverde , che si allunga con i suoi rami e le sue foglie , delicatamente e amorevolmente , su tutto ciò che la circonda , invadendo di pura bellezza ogni contesto .
Maria Rosaria Vetrugno