2-RIVISTA-CULTURA FEBBRAIO -2022 2-RIVISTA-CULTURA FEBBRAIO -2022 | Seite 29

pubblicazione del libro di Watson , “ La doppia elica ”, pubblicato nel 1968 , in cui tra l ’ altro Watson fa una descrizione molto poco lusinghiera della scienziata , definendola come “ un ‘ intellettualoide molto irascibile e poco femminile ”. Come se questa ultima caratteristica dovesse essere un metro di giudizio usato per qualificare le capacità di uno scienziato , donna o uomo che sia . Infatti con questa pubblicazione Watson fu tacciato dalla comunità scientifica di mancanza delle più elementari regole dell ’ etica professionale .
←Le parole di Watson nel suo libro
Per avere un riconoscimento bisognerà aspettare il 1998 , anno in cui la foto di Rosalind Franklin fu collocata accanto a quella dei colleghi vincitori del Nobel alla National Portrait Gallery di Londra . E il 2000 , in cui il King ’ s College l ’ ha onorata nominando una sua nuova ala “ Franklin-Wilkings Building ”.
Nel documentarmi sulla storia di Rosalind non nego che sono nati in me sentimenti di risentimento e profonda amarezza per le ingiustizie che una donna di scienza ha dovuto subire solo 70 anni fa , ma mi è bastato fare qualche ricerca sulle scoperte attuali e il mio animo si è ripreso . È indicativo e pieno di speranza il fatto nel 2013 una donna , una ricercatrice italiana che lavora all ’ università di Cambridge , Giulia Biffi , abbia pubblicato uno studio sulla rivista Nature Chemistry , dove per la prima volta ha dimostrato l ’ esistenza di una struttura a quadrupla elica che il DNA può assumere nelle cellule umane vive . La ricerca aveva già suggerito che in laboratorio si possono formare strutture di Dna composte da 4 filamenti , dette G-quadruplex o G- tetradi perché tendono a crearsi nelle sequenze particolarmente ricche di guanina ( G ), l ’ unico nucleotide in grado di legarsi a se stesso e quindi quando presente 4 volte può creare un quadrato . Già nel 2009 uno studio , pubblicato su Cell , aveva evidenziato la presenza della struttura in vivo dei 4 filamenti , ma la ricercatrice Giulia Biffi , che ha guidato lo studio nel laboratorio di Cambridge coordinato da Shankar Balasubramanian , è riuscita a ‘ catturarli ’ utilizzando speciali anticorpi fosforescenti disegnati apposta per riuscire ad agganciarli . La scoperta può avere un ruolo fondamentale nella lotta ai tumori , per esempio , come spiega la Biffi : “ Dal mio studio sembra che questo ‘ G-quadruplex ’ sia una struttura transiente che si forma in particolare durante la replicazione del Dna . A mio parere anche nelle cellule normali si formano queste strutture , ma ovviamente