qui senza tomba e senza onor lo tieni , cadavere nefando ; e tal diritto non appartiene a te , non ai Celesti d ’ Olimpo ; e pure , è tuo questo sopruso . E l ’ Erinni dei Numi e dell ’ Averno t ’ agguatano perciò , vendicatrici , sterminatrici , perché tu procomba nei medesimi mali . Or guarda bene se corrotto dall ’ oro io parlo a te . Di tempo un breve indugio , e udrai di femmine suonar nelle tue case ululi , e d ’ uomini ; e tutte quante ostili si sconvolgono le città dei cui figli , o cani o fiere lanïarono i corpi , o qualche aligero , l ’ empio lezzo recando ai patrii lari . Queste pene , poiché tu mi vituperi , a guisa d ’ un arciere , io , nel mio sdegno dal cuor mio contro te scagliai securo , né tu sfuggire al vampo lor potrai . – Figlio , ora tu guidami a casa . E questi sfoghi la bile sua contro i piú giovani , e piú tranquilla la sua lingua , e piú calmo il pensiero a mantenere apprenda . ( Parte )