11-RIVISTA-CULTURA-OLTRE-NOVEMBRE-2020 11-RIVISTA-CULTURA-OLTRE-NOVEMBRE-2020 | Page 35

plurivoca . La sperimentazione incessante dei poeti nuovi italiani è la dissacrazione del linguaggio , cristallizzato nel convenzionalismo culturale . Nelle parole esiste una misteriosa qualità , ma anche nelle tematiche della poesia . Ricordo la poesia di Antonella Anedda , in cui la misteriosa qualità funziona come memoria . Nelle raccolte con titolo “ Dal balcone del corpo ”, 2007 , Antonella Anedda scrive : “ Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti , ma tu hai colpe . / L ’ aria è piena di grida . Sono attaccate ai muri . / basta sfregare leggermente . / Dai mattoni salgono respiri , brandelli di parole . / Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie / le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici …”.
Su un altro livello si trova la poesia di Edoardo Zuccato , ( poeta nato negli anni ‘ 60 ) che scrive , non sempre , in dialetto . La poesia di Zuccato come forma e contenuto diventa un ascolto con antico desiderio di silenzio e d ’ intimità . “ Voglio dirtelo così , proprio in dialetto , / perché è una lingua di gente rozza / ma “ io ti voglio bene ” e “ ti amo ” / si può dire solo “ mi ta vöri ben ”. […] Voglio dirtelo così , proprio in dialetto , / perché tu leggerai solo la traduzione / di tutto l ’ amore che provo per te – come scrivendo ho fatto anch ’ io ”. La poetessa greca Katerina Anghelaki-Rooke e le sue poesie , con una costante meditazione sulla morte , trattano la relazione tra l ’ essere umano e la natura , la ricerca esistenziale femminile , l ’ esperienza di essere donna in una società tradizionale , con un linguaggio semplice e colloquiale . Scrive nel libro “ L ’ anoressia dell ’ esistenza ”: “ Non ho fame né odore né dolore / forse altrove nel profondo soffro e non lo so / faccio finta di ridere / non desidero l ’ impossibile / il possibile nemmeno / i corpi a me proibiti / non mi saziano lo sguardo ./ A volte guardo il cielo / con questa voglia / quando il sole spegne il suo bagliore / e l ’ amante celeste si arrende / all ’ incanto della notte ./ Il mio solo partecipare / al vortice del mondo / è il respiro che emetto regolare ./ Ma sento anche un ’ altra / strana complicità ;/ d ’ improvviso mi prende l ’ ansia / per il dolore dell ’ uomo ./ Si distende sulla terra / come drappo cerimoniale / che pregna di sangue / ricopre miti e dei / si rigenera nei secoli / e coincide con la vita ./ Sì , adesso voglio piangere / ma la fonte fino alle lacrime è secca .” Nella “ La benedizione della mancanza ” scrive :“ Rendo grazie alle mie mancanze . / Ciò che mi manca mi protegge / da ciò che perderò . / Ogni mia capacità / disseccata nel campo incolto della vita / mi preserva dal fare gesti a vuoto , / inutili , banali . / Ciò che mi manca m ’ insegna . / Ciò che mi è rimasto / mi disorienta ,/ perché mi proietta immagini dal passato / come fossero promesse del futuro ./ Non posso , non oso / supporre nemmeno un angelo / fugace , perché io / su un altro / pianeta , senza angeli / discendo ./ L ’ amore , desiderio che era / è ora un buon amico ./ Insieme assaporiamo la malinconia del Tempo ./ Privami – prego lo
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