“ SALENTO ” DI BRUNO MARONE
Un racconto poetico o una poesia narrata è la bellissima pagina che ci regala Bruno Marone in questo nostro viaggio alla scoperta di autori , che hanno scelto la nostra rivista per raccontare e raccontarsi . Resto incantata dalle immagini che suscitano le sue parole , profuse di memoria ma vive nel presente , ricche di ammalianti descrizioni che manifestano il suo amore per la terra salentina . Lo stile evocativo pervade il corpus dell ’ opera che offre spunti storici e ricordi di una terra unica , misteriosa e affascinante , capace di catturare l ’ anima del viaggiatore . Rapiti dalle suggestive descrizioni , si resta con la sensazione di aver viaggiato sulle ali del sogno . [ M . R . Teni ]
Salento
Se ne sta rannicchiato fra due rocce sulla battigia , il dorso cinerino , il resto candido , l ’ occhio rosso , perplesso , incattivito . Lontano S . Cesareo . Sopra un volo di chiassosi gabbiani . Lui sta lì . Fermo . Non apre le ali . Lo tocco un poco . Tenta una beccata soffiando . Spalanca le ali . Si agita goffo un poco . Sconci i gabbiani a terra come quasi tutti gli uccelli d ’ acqua . Perdono dignità . Baudelaire aveva ragione . Chiamano la Protezione Animali . Ha un ’ ala rotta . Lo portano via . Siamo scesi fin quaggiù optando sconsideratamente per Caianello . Strade invivibili a vacanza iniziata . Avevo voglia di Castel del Monte . Ci ho trascinato la mia piccola comitiva . Niente : chiuso fino a luglio . La guida si stringe nelle spalle . Giriamo attorno a quel Federico secondo carico di esoterismo e favole . A metà fra Gerusalemme e le terre originali degli Haustauffen , imitazione della struttura templare , orientato secondo tentazione astrologica da un Grande . Nato pubblicamente a Jesi , sotto una tenda da madre strappata al convento proprio per partorire lui frutto di strategie avulse dall ’ amore . Puer Apulia che riempì di fortezze ed arabi a lui fedelissimi dove venne a morire , come era venuto spesso a cacciare . Scendiamo a Trani . Lì c ’ è un romanico da meditazione . Recupero e sul mare da pendant ad una fortezza che dissuada assalti dall ’ est . Una cara amica ci mostra una chicca dimidiata . Reca evidenti segni della presenza dei cavalieri del tempio . Presenza allusa a Barletta . La cattedrale ha storia parallela alla nostra . Di Narni . Stesso Papa a consacrarla , stesso rapporto con i templari , stessa sorte costruttiva : ripensamenti gotici su impianto romanico . Qui , come in tutto il romanico pugliese , non esiste transetto . Ci accolgono due amici . Il filtro del social a mano a mano si scioglie e restituisce persone vere . Luce , odori , gente . Vita vera , insomma . Si gira un po ’ di città Teodosio secondo è
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