100% Fitness Mag - Anno VII Dicembre 2013 | Page 90
#FINANZA
Agli italiani piace il
risparmio garantito
dallo Stato
Dr. Mario De Simone
Cell. 3385458815
dr.mariodesimone@hotmail.it
400 miliardi tra titoli di Stato e prodotti postali
Almeno 400 miliardi di euro del risparmio delle
famiglie oggi risulta essere investito in titoli emessi
dal Tesoro. I buoni postali e i libretti postali, che
ammontano a 230 miliardi di euro circa, equivalenti
al 14,4% del risparmio delle famiglie sono prodotti
speciali, emessi dalla Cassa depositi e prestiti,
collocati da Poste e garantiti dallo Stato. Altri 170
miliardi di euro circa del risparmio degli italiani sono
investiti direttamente in titoli di Stato: si tratta del 10%
circa dei titoli emessi dal Tesoro e in circolazione
(BTP, BOT , CCT etc.).
E’ abitudine radicata negli italiani investire i propri
risparmi negli strumenti finanziari emessi, collocati
o garantiti dallo Stato. Ancora oggi, lo Stato come
il materasso ed il mattone, da sicurezza è una
cassaforte che garantisce gli interessi. I titoli di Stato
ed i prodotti del risparmio postale fanno “dormire
sonni tranquilli” gli investitori, che decidono di
prestare il proprio denaro allo Stato, piuttosto che
a una banca o ad un'impresa. La prima settimana di
Ottobre, per il ministero dell'Economia, è stata da
incorniciare. Attraverso il collocamento di titoli di
Stato, ha raccolto sui mercati 19,5 miliardi di euro in
soli cinque giorni, pagando tassi d'interesse in netto
calo rispetto agli ultimi collocamenti. Il costo medio
del debito emesso fino ad ora nel 2013 è sceso così
al 2,18% dal 3,11% medio del 2012.
Eppure questi numeri, positivi per le casse dello
Stato, visti sotto un altro aspetto offrono l'ennesima
dimostrazione del fatto che il Paese sia ancora in
profonda crisi. Questo perché a comprare non sono
solo i risparmiatori, che sempre più impauriti dalla
crisi stanno riducendo i consumi per aumentare
i risparmi, ma, soprattutto, stanno comprando
come non mai le banche, che preferiscono ancora
ingozzarsi di BTP piuttosto che a llargare i cordoni del
credito. Tale fenomeno è documentato dai numeri,
infatti, secondo i dati della Bce, a fine agosto le
banche italiane avevano nel loro “pancione” 423
miliardi di euro di titoli di Stato, in gran parte italiani.
Si tratta di 82 miliardi in più dell'agosto 2012 e di 162
miliardi in più dell'agosto 2011, in pratica ogni anno
le nostre banche “mangiano” 80 miliardi di euro di
debito pubblico.
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100%fitnessmag • dicembre 2013
Di per sé questo non sarebbe un problema, lo diventa
però se si considerano due fattori.
In primo luogo, a questo attivismo sul mercato dei
BTP non ha fatto da contraltare altrettanta vivacità
nell'erogare credito. Si pensi che mentre le banche
(da agosto 2012 ad agosto 2013) aumentavano i titoli
di Stato in bilancio del 24%, contemporaneamente
diminuivano il credito alle imprese del 4,6% e alle
famiglie dell'1,2%. Le banche comprano titoli di Stato
perché non “vogliono” ancora finanziare l'economia
reale. Questa è una sconfitta per il Paese, non un
successo. In secondo luogo, e questo forse è un
fenomeno ancor più grave, in Italia si sta creando una
sempre maggiore concentrazione del rischio. Questo
significa che se lo spread dovesse salire, per qualsiasi
ragione, le banche tornerebbero a soffrire e con esse
ancora di più l'economia italiana. Negli ultimi tempi,
sta emergendo un fenomeno nuovo: gli italiani sono
tornati a risparmiare, le famiglie preferiscono ridurre
i consumi, e rinunciare a qualcosa, per mettere da
parte un gruzzoletto per affrontare le incertezze del
domani. Fino all'anno scorso le famiglie bruciavano i
risparmi pur di mantenere inalterato il tenore di vita.
Tra il secondo trimestre 2012 e il primo del 2013, si
calcola che i consumi in Italia si sono ridotti di 2,7
miliardi, ma i risparmi sono aumentati di 4,4 miliardi.
Riassumendo, le famiglie preferiscono ora rinunciare
alla vacanza per comprare BTP.
Lo Stato ringrazia, ma l'economia interna del
Paese no: si stima che se le famiglie non avessero
aumentato il tasso di risparmio, tenendo conto della
dinamica del reddito, avrebbero speso 8 miliardi in
più. E forse la recessione sarebbe meno grave.
Per fortuna una buona fetta di acquisti sui titoli
di Stato arriva dall'estero. Questo fenomeno è,
invece, molto positivo, significa che l'Italia, in un
contesto europeo più tranquillo, sta recuperando la
fiducia dei grandi investitori mondiali. Stima Bank
of America, in uno studio intitolato «tutti amano
l'Europa», che il Vecchio continente stia attirando
capitali internazionali da 15 settimane di fila, un tale
flusso non si vedeva da 11 anni. L'Italia, ovviamente,
beneficia di questo fiume.